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La Cei: “Ministeri al nord? Il Federalismo sia solidale”

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La Cei entra di netto sulla proposta della Lega di spostare almeno un paio di ministeri al Nord. “L’unità nazionale – dichiara il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei – è un valore imprescindibile, una conquista, l’esito di un percorso che, pur con luci e ombre, abbiamo celebrato quest’anno, ma che rappresenta ormai un valore irrinunciabile. Guai a perdere il senso non solo di unità politica e gestionale, ma dell’unità che nasce dal senso profondo di appartenenza ad un popolo”.

Bagnasco poi nella conferenza stampa che si è tenuta in Vaticano aggiunge: “Il filo conduttore del nostro popolo e della nostra nazione non sono solo gli interessi di ordine materiale, ma i valori spirituali e morali”. Interviene inoltre sul tema del federalismo il capo dei vescovi: “Sull’unità di popolo non ci sono dubbi. Tutto il resto: proposte, controproposte, il progetto di un federalismo che deve essere solidale e unitario, deve essere a servizio di questa unità del popolo e della nazione”.

L’immigrazione poi è stato uno dei temi al centro dell’ultima assemblea generale dei vescovi, riprendendo anche quanto è avvenuto e sta avvenendo a Lampedusa con gli sbarchi. “Quanto i lampedusani e gli abitanti di Linosa hanno fatto per accogliere i rifugiati dai paesi arabi deve essere un richiamo a non avere paura dello straniero. Deve – afferma l’arcivescovo di Genova – essere un messaggio forte a tutto il paese: tutti dobbiamo sentirci contagiati da questo esempio di Lampedusa, tutta l’Italia nella sua interezza”. La Cei fa una riflessione anche sul lavoro e il precariato. “I Vescovi hanno condiviso la
preoccupazione per la situazione di precariato lavorativo che mette a dura prova soprattutto i giovani, e per la contrazione dei servizi sociali, a partire dall’offerta sanitaria. Il doveroso contenimento
della spesa pubblica non può, infatti, avvenire penalizzando il livello delle prestazioni sociali, che è segno di civiltà garantire a tutti”.

Poi Bagnasco lancia il monito a quei sacerdoti che si sono macchiati di reati legati alla pedofilia. “Gli abusi sessuali commessi da ecclesiastici rappresentano una piaga infame e infamante. E – continua – la Chiesa Italiana intende combatterla in assoluta sintonia con gli indirizzi dati da Benedetto XVI attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede. Infine il presidente della Cei annuncia: “Nelle linee guida sulla trattazione dei casi di abuso di minori da parte del clero, che la Cei è chiamata a elaborare entro maggio 2012, sarà messo nero su bianco anche l’esortazione perché i vescovi invitino le persone a fare quel che devono fare: denunce, segnalazioni”.

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