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Strauss-Kahn, dal Fmi no all’immunità
E spuntano i nomi per la sua successione

Alla direzione del Fondo monetario c'è chi, come il Brasile, vorrebbe vedere un esponente dei Paesi emergenti. E chi preferirebbe invece che restasse in mano agli europei. Dalle file dei socialisti francesi, per il rimpiazzo della sua candidatura alle presidenziali 2012 si pensa a Francois Hollande
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Dominique Strauss-Kahn (Leggi il ritratto) non godrà dell’immunità diplomatica. Ammessa nello statuto del Fondo monetario internazionale per i funzionari “nel compimento di atti nell’esercizio ufficiale delle loro funzioni”, il direttore si trovava invece a New York per motivi privati. Anche l’hotel al centro della vicenda, il Sofitel di Times Square – dove, secondo l’accusa, Strauss-Khan avrebbe stuprato una cameriera 32enne – “non è nella lista degli alberghi” selezionati per il personale in missione, sottolineano dal Fmi. Arrestato sabato scorso, il direttore verrà trasferito domani al carcere new yorkese di Rikers Island, uno dei complessi più grandi della città.

Strauss-Khan si dichiara innocente e sarà questa la linea che i suoi legali porteranno davanti ai giudici statunitensi venerdì. La tesi della difesa, annunciano gli avvocati, sarà incentrata su un rapporto sessuale consensuale tra il direttore del Fondo e la cameriera dell’albergo dove alloggiava. Secondo la radio francese ‘RMC’, Strauss-Kahn sosterrà anche di aver lasciato l’albergo prima dell’ora fissata dall’accusa per il reato, per pranzare con la figlia. I legali cercheranno quindi di dimostrare come le accuse rivolte al direttore facciano parte di un complotto. Ipotesi a cui non crede il fratello della presunta vittima, che racconta come la ragazza lo abbia chiamato sabato: “Piangeva, non la smetteva più. Mi ha detto che era appena successo qualcosa di grave”. “Non è giusto – continua l’uomo -, mia sorella è una persona perbene. Non sarebbe mai capace di fare una cosa così”.

Nella bufera politica scoppiata con l’arresto di Strauss-Kahn, c’è già chi pensa a una sua eventuale successione alla direzione del Fondo monetario. E’ ancora “troppo presto” secondo il ministro ungherese Gyorgy Matolcsy, presidente di turno dell’Ecofin, che però “come europeo” si augura che l’eventuale incarico resti a un esponente del vecchio continente. “Sarebbe ora che il Fondo monetario sia guidato da qualcuno che rappresenti i Paesi emergenti”, invece, secondo il governo del Brasile. Già ad aprile il ministro dell’Economia carioca, Guido Mantega, aveva dichiarato che “sarebbe ora che il Fmi la facesse finita con la tradizione di nominare sempre un europeo come direttore”. La lista dei nomi è già pronta: il sudafricano Trevor Manuel, ex ministro delle Finanze dal 1996 al 2009, l’indiano Montek Singh Ahluwlia, ex direttore dell’Ufficio valutazione indipendente del Fondo, e Kemal Dervis, ex ministro delle Finanze turco. A spingere per le dimissioni di Strauss-Kahn sono intanto le ministre finanziarie dell’Ue, durante una riunione oggi a Bruxelles. “I crimini di cui è accusato sono di una gravità straordinaria – ha commentato la spagnola Elena Salgado -, tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge, ma coloro che hanno responsabilità speciali dovrebbero fare più attenzione degli altri”. Non attende una condanna giudiziaria nemmeno la ministra austriaca, Maria Fekter, che ha dichiarato: “Tenuto conto che i giudici hanno respinto la richiesta di libertà su cauzione, egli deve riflettere sui danni che questa situazione causa all’istituzione”.

E se la situazione non dovesse risolversi in fretta Strauss-Kahn potrebbe essere sostituito anche nelle liste dei socialisti francesi, con cui doveva correre per la presidenza. A ottobre ci saranno le primarie in cui il partito dovrà eleggere il suo candidato ufficiale per le elezioni presidenziali del 2012. Sarebbe Francois Hollande, ex compagno di Segolene Royal, il favorito al rimpiazzo. Preferito anche rispetto all’attuale leader dei socialisti, Martine Aubry. Perché, secondo il quotidiano francese ‘Le Parisien’, Hollande – come Strauss-Kahn – cavalcherebbe meglio la scelta socialista di concentrarsi sulle questioni economiche.

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