“Dove sono i valori tramandati dalla Resistenza,
dove la voglia di giustizia e di uguaglianza,
dove la società del progresso per tutti?”

(Dalla quarta di copertina del libro Indignatevi!)

Esce in Italia fra poche ore Indignatevi! di Stéphane Hessel, pubblicato dalla casa editrice “indipendente” Add, fondata da “Agnelli, Dalai, Dileo. Acronimo dei nomi e manifesto programmatico dei quattro soci (Lamse, Michele Dalai, Davide Dileo e B. C. Dalai editore)”.

Costerà 2 euro in più dell’edizione francese, che ha venduto più di 650 mila copie. Il testo originale conta 19 – diciannove e bellissime – pagine, su un totale di 32 del libricino. 19 pagine che sono state tradotte al volo da vari blogger italiani all’inizio di gennaio. L’edizione italiana è annunciata di 64 pagine. Matematicamente ci sta, al peso, il prezzo italiano. Magari nasconde anche qualche bella sorpresa (prefazione? A cura di? Postfazione?).

Quello che dice Hessel è bellissimo e fortissimo. Ha 93 anni e un vigore incredibile. È un pamphlet da leggere, assolutamente.

Sono però curioso di vedere come sarà accolto in Italia questo libro, molto “francese” nei suoi contenuti e lanciato oggi nella mischia del caos italiano, considerato che la resistenza francese rimane ancora un capitolo buio proprio nell’esagono (vedi François Mitterrand sotto Vichy o Maurice Papon agli ordini di De Gaulle durante gli “eventi” in Algeria). Ma è sicuramente proprio l’indignazione contro l’ingiustizia e la dittatura dei mercati finanziari che rende il discorso assolutamente universale. Soltanto ieri la parola “sdegno” era in primo piano durante le manifestazioni “pro dignità”. È diventato ormai uno slogan e ci sta.

Sul fronte della stampa è difficile non prevedere che Libero e il Giornale – assieme all’elefantino senza mutande – attaccheranno Hessel alla cieca, iniziando magari dal capitolo – assolutamente e chiaramente non-violento – di appoggio alla gente di Gaza. O che si butteranno sulla questione di Sartre e dell’antisemitismo (“esiste”), perché Jean-Pierre Barou, editore insieme a Silvie Crossman di Indignez-vous!, né è stato amico e “collega”.

Ma al di là di queste considerazioni totalmente superflue riguardo a un pamphlet imperdibile, avrei due domande.

Domanda numero uno: questo Andrea Agnelli, aka “financial holding Lamse“, fondatore della casa editrice Add che pubblica il libro, è proprio il consigliere d’amministrazione della Fiat di Marchionne? Quello del referendum di Mirafiori?

Domanda numero due: chi distribuisce il libro? Ma non mi dite.

Qualcuno ce lo faccia sapere, per favore, e magari anche a Hessel, Barou e Crossman.

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