Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta nella sua audizione al Copasir durata quasi due ore e mezzo, ha sostenuto che il premier Silvio Berlusconi non è ricattabile a seguito delle vicende emerse in relazione alla sua vita privata.

A quanto si apprende il sottosegretario Letta ha negato le preoccupazioni sollevate da alcuni membri del Comitato e ha spiegato che non vi sono state falle nel sistema di sicurezza attorno al premier. Letta ha riferito che i Servizi non sapevano che il premier fosse indirettamente sottoposto ad attività di controllo a seguito delle indagini della magistratura. Secondo il braccio destro di Berlusconi, il sistema di sicurezza che ruota attorno al presidente del Consiglio non ha quindi interferito con l’attività della magistratura stessa.

Nel corso dell’audizione è stato anche chiesto al sottosegretario Letta se il dispositivo di sicurezza del presidente del Consiglio avesse informato il premier dei rischi connessi all’accesso presso la sua residenza di personaggi coivolti in dubbie frequentazioni come ad esempio, a quanto è emerso dalle indagini, Marysthelle Polanco. Letta ha spiegato che il disciplinare della tutela del premier non prevede questo tipo di attività. Il sottosegretario ha inoltre spiegato che l’accesso alla residenza del premier è garantito dalla vigilanza privata e che gli ospiti privati di Berlusconi non sono sottoposti a verifica da parte dei Servizi di intellingence. Letta ha infine assicurato ai membri del Comitato che reitererà presso il premier l’invito ad essere audito dal Copasir.

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