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Metalli tossici e diossina, sequestrata a Milano area di 300mila mq

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La Procura di Milano ha sequestrato un’area di 300.000 mq per irregolarità nelle bonifiche autorizzate dal Comune di Milano e per la presenza di metalli tossici e diossina. L’area, che si trova in zona Bisceglie, è stata recentemente indicata dall’amministrazione comunale per ospitare un progetto di riqualificazione in vista dell’Expo. Nella relazione redatta dal Pm di Milano Paola Pirotta e dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo si apprende che  le “procedure adottate dal comune di Milano e avallate dalla provincia di Milano e dall’Arpa” per la “messa in sicurezza” dell’area sono “tutte illegittime”. L’indagine è partita nel giugno scorso a seguito della denuncia fatta da Francesco De Carli di Legambiente e Sergio Pennacchietti del comitato ‘Calchi Taeggi’. ”C’era un problema grave e urgente per la salute pubblica e per questo siamo intervenuti”. Con queste parole il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ha spiegato le ragioni che hanno portato al sequestro.

Lo scorso ottobre la procura riceve i risultati di una relazione di Asl, Arpa e Corpo forestale dello Stato, secondo la quale, nelle acque della falda acquifera e nei terreni ci sono sostanze cancerogene oltre a solventi, diossine, metalli tossici e pesticidi, in misura superiore ai limiti previsti dalla legge. Le due societa’ a cui appare affidata l’opera di riqualificazione dell’area sono la 1 Emme srl e la Arcadis Set srl. Qui dovrebbe sorgere anche uno dei parchi che rientrano nel progetto ‘Vie d’Acqua Expo’.

Il sequestro è motivato dal fatto che l’area, dove c’era l’ex cava di Geregnano, era in passato utilizzata come discarica e non sarebbe stata adeguatamente bonificata. In particolare, i rilievi ordinati dal pm Paola Pirrotta, avrebbero fatto emergere la presenza nella falda acquifera sottostante al terreno di sostanze pericolose per la salute, come le diossine e altri elementi potenzialmente cancerogeni. Nell’inchiesta sono indagate alcune persone con l’accusa di avvelenamento delle acque, omessa bonifica e gestione di discarica. L’area è di proprietà delle società ‘Antica Acqua Pia Marcia’ riconducibile all’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone e della ‘Torri Parchi Bisceglie Srl’. La societa’ Expo non e’ coinvolta in alcun modo nella vicenda.

La Società dell’Acqua Pia Marcia “prendendo atto dell’iniziativa giudiziaria della Procura di Milano, sostiene in modo assoluto la totale correttezza procedurale ed amministrativa usata nell’operazione di bonifica e messa in sicurezza dell’iniziativa Calchi Taeggi a Milano, in corso di esecuzione a cura della Arcadis Set-1 Emme, leader mondiale nel settore bonifiche”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla stessa società.
“La Società manifesta inoltre totale fiducia nella operatività degli inquirenti, certa che emergerà la prova della totale estraneità da qualsiasi condotta difforme dalle prescrizioni di legge. Acqua Marcia auspica infine che l’indagine si svolga nei tempi più rapidi possibili, al fine di evitare che qualsiasi ombra possa oscurare la chiarezza e la positività dell’operazione stessa”.

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