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Proteste per l’arresto di tre studenti
“A Palermo diritti civili a rischio”

Gli universitari avevano dato vita a un presidio antifascista davanti al liceo classico Umberto I, dove studiò Giovanni Falcone. “Noi colpevoli di avere fatto del volantinaggio contro Casa Pound”
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I tre universitari, Francesco Mascolino, Ruggero Mascazzini e Cesare Casarino, fermati dalla Digos sabato scorso sono liberi. Un corteo di studenti a Palermo era partito questa mattina dalle strade del centro. Direzione palazzo di Giustizia, dove il gip, Lorenzo Chiaramonte, ha tenuto l’udienza non convalidando l’arresto.

Gli studenti avevano dato vita a un presidio antifascista davanti al liceo classico Umberto I, dove studiò Giovanni Falcone. I tre erano accusati di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata.

Sabato la Digos era intervenuta su richiesta del preside, che temeva scontri davanti l’istituto durante il presidio della rete ‘Red block’. In realtà la tensione è salita tra i manifestanti e la polizia, a seguito della richiesta dei documenti ai ragazzi da parte degli agenti. Al rifiuto dei manifestanti è scoppiato il parapiglia. Oltre ai tre arrestati, la polizia ha denunciato altri tre ragazzi, tra cui un minorenne che sabato scorso sono stati trattenuti per quasi otto ore in Questura, e poi

“Vittime di soprusi”. A dirlo non sono gli studenti, ma un gruppo di avvocati di Palermo che hanno annunciato un “soccorso giudiziario” per la difesa dei tre studenti arrestati,. “E’ arrivato il momento – dice il penalista Armando Sorrentino – che la nostra categoria faccia la sua parte davanti a una situazione che, sul fronte dei diritti civili, sta diventando insostenibile”.

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