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Se Silvio dice: parlate di antimafia

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Mercoledì 4 agosto 2010, durante la seduta svoltasi alla Camera dei Deputati, nel mentre erano in corso le dichiarazioni di voto sulla mozione relativa al Sottosegretario Caliendo, il presidente del Consiglio dei Ministri, dopo il suo ingresso da “Duce” in Aula, ha mandato un biglietto all’on. Cicchitto con il quale lo invitava a “parlare di antimafia”.

E già perché per Berlusconi l’antimafia si deve ridurre ad una mera elencazione di numeri legati alla cattura dei latitanti e al sequestro dei patrimoni illeciti, senza tra l’altro riconoscere che il tutto è frutto del grande lavoro profuso dalle Forze di Polizia e dalla Magistratura.

Per il Cavaliere occorre invece tacere sulle stragi del ’92 e del ’93, su Spatuzza, su Dell’Utri, condannato in appello per associazione mafiosa, su Cosentino ed altri.

Occorre tacere sugli intrecci mafia – politica e sulla “borghesia mafiosa”.

Occorre tacere sull’inchiesta “Crimine”, condotta dalle DDA di Milano e Reggio Calabria, e sul flusso di consensi elettorali indirizzato dalla ‘ndrangheta.

Solo così possono continuare a stare seduti in Parlamento uomini come Dell’Utri, Cosentino, Abelli ed altri, ai quali sicuramente avrà già rinnovato la “nomina “ per la prossima legislatura. Solo così si possono continuare a tenere gli occhi chiusi sui Consigli regionali e provinciali di Lombardia e Calabria.

D’altra parte la dimostrazione palese di ciò che il Cavaliere ed alcuni suoi ministri intendano per antimafia, la si è avuta sulla più che nota vicenda “Comune di Fondi”!

E così le mafie ringraziano: l’impunità garantisce la prosecuzione degli affari illeciti ed il rafforzamento dei rapporti con i mondi politico ed imprenditoriale!

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