Sì, ci siamo anche noi de “il Fatto”. Entriamo in uno dei campi più minati del nostro Paese: l’enogastronomia. In Italia ci sono tanti cuochi quanti allenatori di calcio; tanti esperti di vino quanti pittori. Tutti conoscono un “posticino tranquillo dove si mangia bene e si spende poco”, o “dove cucina-serve-organizza un mio caro amico”. Aiuto! Noi vogliamo evitare la classica confusione di idee. E aiutarvi nella perenne indecisione su dove andare, specialmente quando il portafoglio non aiuta la scelta.

Per questo avremo alcune linee guida spirituali: l’autenticità di Pellegrino Artusi, il desiderio di sperimentare di Paul Bocuse, l’audacia di Ferran Adrià (sia ben chiaro, i ravioli alla Halls mentoliptus dello spagnolo, ci fanno orrore…). E ancora, la pragmaticità di un Pepe Carvalho, il detective nato dalla penna di Manuel Vasquez Montalban, attento a leggere i desideri del proprio stomaco: “Se ho voglia di spremuta, vuol dire che mi sta venendo l’influenza. Quindi devo soddisfare tale esigenza”, racconta in “Tatuaggio”. Giusto. Finché rimane circoscritto alla vitamina C, meno se si passa ai fritti tutti i giorni.

Così, su queste pagine, troverete le classiche recensioni, i consigli su dove andare e cosa ordinare. Vi proporremo gli abbinamenti, segnaleremo le ricette che ci hanno maggiormente colpito; intervisteremo i cuochi del momento e quelli ancora sconosciuti. Recupereremo i piatti andati in “soffitta” e i vitigni da non perdere. Non solo. Cercheremo la miglior qualità-prezzo, con ristoranti dove la carta dei vini non è un salasso e l’antipasto non diventa l’anti-fregatura. Avremo il prodotto della settimana, scelto tra le infinite peculiarità di un territorio tanto ricco da essere ancora inesplorato. Amiamo anche il servizio, e non ci piace essere trattati con sufficienza.

Non mancheranno i consigli al consumatore: siamo stati protagonisti di un’intossicazione da tonno, in un ristorante al centro di Roma. Il proprietario si è giustificato con “è normale, il pesce mangia mercurio. Non c’entriamo niente”. Falso. E vi spiegheremo perché e cosa fare.

Il blog sarà firmato da uno pseudonimo “Forchetta Asinistra” per mantenere inalterata la nostra indipendenza: nessuno saprà che faccia abbiamo quando andremo a degustazioni o prove. Il nostro unico punto di riferimento sarete voi.

Felici di essere qui.



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La cultura della dispensa

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