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di Maurizio Di Fazio | 23 maggio 2015

Via Ripetta 155, Roma negli anni ’70 vista da un appartamento di ventenni: “Il futuro era un cantiere aperto”

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Cultura
Clara Sereni scrive una sorta di confessione di una generazione che ha flirtato a lungo con gli Dei della rivoluzione: “Sul pavimento a losanghe dormiva chi arrivava, se in possesso di un proprio sacco a pelo: stranieri soprattutto, piccioni viaggiatori di paesi di vecchia e nuova dittatura. E intanto ci si mischiava, si mescolavano cibi e corpi, italiani e stranieri: fare l’amore era il modo più diretto per conoscerci e sentirsi insieme”

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