Migranti che girano per l’isola e “minacciano, molestano le donne e rubano”? Non più. In poco più di 24 ore la situazione è “tornata alla normalità”. Dietrofront del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, che sabato aveva parlato di un’isola “al collasso”, con forze dell’ordine “impotenti” nei confronti dei 180 tunisini ospitati nell’hotspot, “molti dei quali riescono tranquillamente ad aggirare i controlli, bivaccano e vivono per strada”. Domenica, dopo le polemiche e le accuse della predecessora Giusy Nicolini, Martello ha fatto sapere che “sono aumentati i controlli sui migranti e il centro di accoglienza ha ripreso le sue funzioni”.  Tutto grazie al suo “alzare la voce”, azione necessaria in Italia per “ottenere il rispetto dei diritti e delle regole”. Ma in serata il ministro Marco Minniti ha spiegato che “a Lampedusa non c’è nessuna situazione di emergenza. Ci sono 187 migranti, uno dei numeri più bassi della storia degli ultimi anni. C’è piuttosto chi vuole stare vicino a chi ha paura per tenerlo incatenato alle sue paure; io voglio liberarlo dalle paure”.

La questione comunque non sembra chiusa. Da un lato Nicolini, battuta a sorpresa alle amministrative di giugno, ha parlato di “un sindaco che balbetta e si è rivelato incapace di una seria interlocuzione istituzionale per controllare la situazione”. Dall’altro Martello ritratta ancora specificando, dai microfoni di ‘6 su Radio 1‘, che “Non è tutto risolto“. Certo, “c’è molta più attenzione di qualche giorno fa ma il problema resta”. Per il primo cittadino dell’isola il punto sta nell’avvio di “un flusso diverso“. “Quelli che sono arrivati – precisa Martello riferendosi alla provenienza etnica dei profughi che sbarcano sull’isola – non sono uguali ai subsahariani. Sono diversi, non perché non sono persone ma perché hanno un atteggiamento di sfida nei confronti di coloro che si trovano in mezzo alla strada”. E a Nicolini ribatte:  “Non accetto speculazioni politiche da parte di chi è stata giudicata dal popolo di Lampedusa”.

Per la ex sindaca lo “scenario emergenziale è stato descritto in modo artificioso” dall’attuale sindaco, definito “spregiudicato e rozzo” in un’intervista a Repubblica. E sul nodo etnico del flusso migratorio: “Le pare che un tunisino che ruba un’anguria, dopo vent’anni di sbarchi, possa costituire un’emergenza?”, aggiunge accusando che il problema del sindaco è con il suo elettorato, perché ha “promesso di non fare uscire più gli immigrati dal centro d’accoglienza. Lui parla a una piccola parte retriva della popolazione. È assurdo il tentativo di far credere che l’isola sia in mano a un gruppo di delinquenti e che lo Stato sia assente. Mi risulta che diversi imprenditori turistici abbiano già redarguito Martello”, conclude.