Ieri, 18 maggio, è stata celebrata la Giornata degli adolescenti, istituita “per promuovere e realizzare il benessere, anche sessuale, in adolescenza”. Gli adolescenti hanno tanti problemi sessuali perché sono lasciati soli e la pornografia è la loro principale fonte di informazioni, mentre la vera educazione sessuale, oltre alla prevenzione delle malattie trasmissibili sessualmente e delle gravidanze indesiderate, deve insegnare a ragazze/i ad amare e a fare felice il partner anche sessualmente, e quindi ad essere capaci poi di prendere decisioni autonome e responsabili su come vivere la propria vita sentimentale e sessuale.

Gli adolescenti devono apprendere che la sessualità umana è un’esperienza positiva a livello personale e che è un processo di apprendimento, questo significa che i sessuologi devono insegnare ai ragazzi anche a fare l’amore e a prepararli a tutti gli eventuali imprevisti che possono capitare le prime volte, per prevenire tutti i problemi sessuali che sono molto frequenti oggi, come i sondaggi hanno rivelato.

Però molti sessuologi, spesso anche psicologi, sono sostanzialmente fermi a 100 anni fa e praticano un’educazione sessuale basata solo sul rapporto pene-vagina. Ma l’orgasmo vaginale non esiste, come ho spiegato in un precedente post, per questo moltissime ragazze parlano di incapacità a raggiungere l’orgasmo, e i ragazzi molte ansie da prestazione. Parlare di “rapporto sessuale completo”, come inteso oggi, non ha senso: la “prima volta” non dev’essere sinonimo di primo rapporto vaginale. Sono due cose diverse, e l’eiaculazione in vagina oggi non dovrebbe essere determinante per definire “completo” un rapporto. La nuova definizione dovrebbe essere: orgasmo per entrambi i partner, sempre, con o senza il rapporto vaginale (si veda il Journal of pediatric and adolescent gynecology del 2012).

Quando si fa l’amore, la penetrazione non dev’essere l’unico obiettivo, la prima volta quindi diventa molto più semplice, senza più finzioni da parte delle ragazze e soprattutto senza dolore, e senza più ansie da prestazione nei ragazzi, i quali non dovranno più preoccuparsi dell’erezione del pene, ma solo di fare godere la partner, cosa possibile però se i sessuologi insegnano ai ragazzi come stimolare la clitoride e le piccole labbraLa prima volta dev’essere sempre bellissima e con orgasmi per entrambi, l’importante è sapere cosa fare. I primi contatti intimi devono servire a conoscersi meglio e a scoprire il corpo dell’altro.

All’inizio non bisogna avere fretta e non si dev’essere egoisti pensando solo al proprio piacere. Per esempio, cominciare sempre con baci e carezze reciproche sul viso, con parole d’amore. Poi con calma spogliarsi o togliere i vestiti dell’altro a turno, quindi pensare ancora solo a baci, carezze e massaggi sensuali in tutto il corpo, che non devono durare pochi minuti (non sono preliminari, è già fare l’amore!). Allora, il ragazzo potrà sentire direttamente che la donna è eccitata, portare le dita più intensamente sulla clitoride e farla godere, poi sarà lei a dedicarsi a “lui” (per approfondire, rimando al mio sito).

Le prime volte così saranno molto più tranquille, specialmente per i maschi, per i quali il fattore psicologico è molto importante: perché preoccuparsi dell’erezione se si deve pensare soltanto a far godere la donna che si ama? Inoltre, meno si pensa all’erezione, prima arriva. Fare l’amore così le prime volte servirà anche ai ragazzi, mentre imparano a farla godere, a scoprire “tutto”: le grandi e le piccole labbra, la clitoride, e l’orifizio vaginale. Poi arriverà anche il primo rapporto vaginale, con orgasmi e senza più dolore per le ragazze, ma questo sarà l’argomento di un mio prossimo post.