Sabato 6 maggio dalle ore 22, presso il «Vox Club» di Nonantola, in provincia di Modena, si terrà «Requiem Italian Gothic Day»; il secondo raduno nazionale legato alle organizzazioni connesse alla musica «Dark Wave» (ingresso 15 euro senza alcun obbligo di tessera). Saranno oltre cinquanta le associazioni italiane partecipanti, rappresentate da quindici Dj selezionati provenienti da diverse località, pronti a infiammare le piste della sala superiore del locale, per tutta la notte.

La prima edizione svoltasi lo scorso anno, presso «Off», di Modena, ha registrato un successo clamoroso, con centinaia di persone «nero vestite» giunte da tutta la Penisola; Modena e provincia, storicamente, vantano un numero congruo di serate dark e di associazioni congiunte al genere, tanto che quest’anno saranno quattro quelle presenti a sostegno, le restanti, come detto, si distribuiscono in tutto lo stivale.

Ma che cosa si cela dietro tali organizzazioni? Parliamo di format gestiti in linea di massima da persone appassionate; spesso, infatti, dietro quei “nomi oscuri adottati”, si nasconde un nucleo d’individui, in grado, proprio grazie alla passione comune, di realizzare qualcosa di unico e meraviglioso. Il cliché “concerto + serata danzante” viene in questi ambiti sacralizzato con grande pathos, sebbene occorra ricordare che i numeri riconducono a cifre sostanzialmente contenute. Stiamo pur sempre parlando di un ambito di nicchia.

Un’altra domanda sorge spontanea: qual è l’esigenza di un tale raduno? Come ovvio che sia, l’urgenza nasce per compattare un ambiente che per esistere può e deve soltanto unirsi. Le associazioni attive quest’anno sono oltre sessanta, quelle che hanno rifiutato l’invito si contano sulle dita di una mano. Considerando quindi le partnership, un successo annunciato e in crescita netta.

Il cosiddetto ambiente dark vive nell’immaginario creativo e poetico a se connesso: Joy Division, Bauhaus e The Cure, illuminano ma “all’ombra della luce” si nasconde un mare-magnum musicale vastissimo, volto ad alimentare serate e divertimento di un pubblico colto, allo stesso tempo attento e severo.

Come detto, Requiem Italian Gothic Day, si terrà presso il Vox Club. Un locale posto in pieno centro a Nonantola. Fate attenzione, non lasciatevi ingannare dal fatto che l’ubicazione riconduca ad un piccolo comune del modenese; in ambito italiano sono pochi i club che hanno saputo scrivere la storia del rock come il Vox; la medesima strada, è stata intrapresa da altri club, posizionati magari in metropoli di riferimento, ma hanno chiuso i battenti da anni. Il Vox, invece, resiste; sebbene la proposta musicale abbia genericamente virato, al punto da essere direttamente proporzionale al tempo in cui viviamo. Una questione di coerenza, paradossalmente.

Eppure, semmai dovesse capitarvi di entrarci, varcandone la soglia, ancora oggi potreste sorprendervi all’interno di un viaggio senza ritorno, la cui storia, lunga venticinque anni (sono in progetto le celebrazioni del caso), racconta di artisti capitati su quel palco nel loro periodo maggiormente aureo. Qualche nome? In random: Nick Cave; Cccp, Csi, Bjork, Radiohead, Oasis, Blur, Supergrass, Massive Attack, Portishead, Ultravox, Korn. Una lista che racchiude soltanto una piccola parte della grandeur appartenuta al locale.

Non è tutto. Facendo un passo indietro, si scopre ciò che riconduce a quanto interessa ancora di più oggi, e cioè Requiem. Ancora prima di chiamarsi Vox, quel luogo lo conoscevano tutti come Mascotte. Un locale che ancora oggi non smette di suscitare meraviglia nella memoria di chi l’ha frequentato, tanto che nei social di riferimento, esistono pagine dedicate con foto e ricordi annessi, talmente vividi, da riuscire soltanto con uno sguardo ad “annebbiare” la vista.

Intorno alla metà degli anni 80, un’intera generazione metteva sotto assedio l’apatia imperante della provincia italiana, grazie ai suoni cangianti della musica di quel tempo. Presto, l’inesorabile tam-tam, collegato a “quelle serate”, condusse a Nonantola persone provenienti da tutta Italia. Punk, rockabilly, skin, dark, mods, new wavers. Il sottobosco alternativo della gioventù del periodo era al meglio rappresentato. Le serate partivano con Requiem (un pezzo non a caso) dei Killing Joke e proseguivano con i Cure e via dicendo. “Ogni fazione” in rigorosa divisa d’ordinanza, aspettava, pronta a scattare in pista nel momento in cui i dj orientavano, all’interno del proprio credo, la musica; ad ognuno il proprio spazio, tanto, prima o poi, tutti trovavano soddisfazione.

E a proposito di musica, come si chiamavano i Dj protagonisti?

Si ricordano con grande trasporto anche coloro che purtroppo non ci sono più; in ordine alfabetico e forse dimenticando qualcuno: Giuliano Ghini, Vanni Neri, Massimiliano Teneggi (aka Soneek Max Dj) Stefano Nocetti. Ecco, questi selectioner, per quella generazione, sono stati certamente seminali nel proporre determinata musica. Tutti gli altri, arrivati dopo – compreso il sottoscritto – possono soltanto ringraziare per ciò che hanno appreso e accettare che la storia avendo un suo indiscutibile peso, non si può cambiare. Si ricordi infine un’ultima cosa, la serata, i dj, erano rappresentativi di una radio mitica, Antenna Uno Rock Station, la quale organizzava le serate al Mascotte; giusto sottolineare quanto sia tuttora attiva e in heavy rotation nell’etere.

Il solito Dj Qualunque sarà ovviamente presente sabato all’evento. Dopo aver messo i dischi l’anno scorso, avrà quest’anno il piacere di presentarsi sotto altra veste, ovvero quella di rappresentante (insieme ai suoi amici) di una delle cinquantasette realtà partecipanti e, come ovvio che sia, sarà in prima fila, pronto per sostenere Requiem.

9 canzoni 9 … per Requiem Italian Gothic Day

Lato A

Winning • The Sound

Hearth and Soul • Joy Division

A Strange Day • The Cure

The Man With The X-Ray Eyes • Bauhaus

Lato B

Dazzle • Siouxsie and the Banshess

Gathering Dust •Modern English

The Wait • Killing Joke

Marian • Sisters of Mercy

Second Skin • The Chameleons