L’idea di accorpare i reati contro la pubblica amministrazione e reati societari Francesco Greco la “coccolava” da tempo. Ora che è il procuratore capo di Milano non solo ha deciso la creazione di un unico pool contro corruzione e reati economici, ma ha in parte ridisegnato i dipartimenti. La cittadella giudiziaria, che ha visto tante inchieste su tangenti e bustarelle a partire da Mani Pulite in poi, avrà il suo nucleo proprio nel pool “che si occuperà sia della corruzione e dei delitti contro la pubblica amministrazione sia della criminalità economica in modo da interconnettere le condotte corruttive con i cosiddetti reati-spia (reati societari, reati fiscali e market abuse)” come si legge Bilancio di responsabilità sociale dell’ufficio. Un unico dipartimento, dunque, e non più due distinti e ciò in un’ottica di “ristrutturazione dei dipartimenti della Procura la cui struttura risaliva a metà degli anni ’80”.

Il dipartimento, spiega Greco, “che si gioverà anche delle recenti novità legislative (in primis, falso in bilancio e autoriciclaggio), gestirà i protocolli con l’Anac, la Corte dei Conti, la Consob e potrà contare sull’apporto professionale ed investigativo dell’area omogenea in servizio presso la Procura e costituita da personale della Guardia di Finanza, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Agenzia delle Dogane e del Nucleo di supporto all’Autorità Giudiziaria della Banca d’Italia”. Una logica di interconnessione che dovrebbe rendere più veloce in teoria ogni indagine e permettere un maggiore dialogo tra tutti i protagonisti in campo contro i reati dei colletti bianchi.

È stato creato, inoltre, anche un nuovo “dipartimento avente ad oggetto la crisi d’impresa, il contrasto al lavoro nero, caporalato ed evasione contributiva, sul presupposto del carattere strutturale della crisi economica e della diffusione della manodopera clandestina”. E ancora “un dipartimento Affari Internazionali e reati economici transnazionali“, “un dipartimento unitario a tutela dell’’ambiente e della salute” e la riorganizzazione dell’intervento “sul contrasto agli stupefacenti e ai furti in appartamento”.

Contemporaneamente però il procuratore sottolinea le scoperture di organico: “Il ministero ed il Csm, nonostante impegni e promesse, non hanno ancora adeguatamente affrontato la ‘questione milanese’, rappresentata da una cronica carenza di organico di tutti gli uffici giudiziari del distretto”. Di fronte a questa scopertura negli organici dei magistrati e del personale amministrativo, si legge ancora nel bilancio, “l‘aggressione del terrorismo internazionale e della criminalità mafiosa, i reati economici ed i crimini informatici, il triste primato italiano di notizie di reato destano preoccupazione in un territorio che deve essere salvaguardato, in quanto motore dell’economia italiana e traino sociale e culturale del nostro Paese”.

In questo momento, scrive il procuratore di Milano, la Procura “è pesantemente sotto organico: i tassi di scopertura registrati sono pari al 62% dei procuratori aggiunti, all’11% dei sostituti procuratori, al 20% di Vice Procuratori Onorari (VPO), al 40% del personale amministrativo”. E malgrado ciò “nel 2016 – si legge – le notizie di reato verso soggetti-noti sono state 46.051 e sono stati definiti 49.422 procedimenti sempre nei confronti di ‘soggetti-noti’, in linea con i dati 2015 (definizione di 57.498 procedimenti)”.

L’organico dei magistrati, spiega ancora il procuratore, “già inspiegabilmente ed inopinatamente ridotto negli ultimi anni di ben 5 unità (nonostante i criteri individuati dal ministero della Giustizia per le nuove piante organiche collochino l’ufficio al primo posto), vede oggi solo 3 procuratori aggiunti in servizio (1 in scadenza) e 68 magistrati (3 in congedo per maternità)”.

Le scarse risorse della magistratura, scrive Greco, “oggi appaiono sempre più disperse in mille piccoli tribunali espressione di ottocentesche ripartizioni del territorio: risulta deludente l’ultima revisione delle piante organiche che ha evitato di affrontare i nodi strutturali in una visione moderna del territorio, delle comunicazioni e delle effettive esigenze di tutela della collettività e dell’economia”. Così come i tempi delle decisioni del Csm, si legge ancora, “pur apprezzando l’enorme lavoro svolto sia in termini ordinamentali sia in termini di copertura dei posti vacanti, sono ormai incompatibili con la velocità che caratterizza gli scambi moderni“.

Il Tribunale di Milano e la Procura, chiarisce Greco, “assicurano un prodotto veloce, professionalmente adeguato, che pone gli uffici giudiziari del circondario ai primi posti in Italia: la grande preoccupazione è di non riuscire a mantenere questi livelli di intervento che, in molti casi, interessano materie fondamentali quali la corruzione, la criminalità degli affari, le moderne operazioni di fraudolenta ottimizzazione fiscale a carattere internazionale, il terrorismo e la criminalità mafiosa, nonché il contrasto dei reati che colpiscono la vita quotidiana dei cittadini”.