“Oltre il 52% degli automobilisti italiani circola con gomme sottogonfiate“. E’ il grido d’allarme, lanciato dal direttore di Assogomma Fabio Bertolotti. Una questione su cui riflettere, perché innanzitutto mina la sicurezza propria e degli altri quando ci si mette al volante in quanto “la frenata si allunga e la sterzata è meno precisa”. Ma è anche fonte di danno per l’ambiente e per l’economia familiare, dal momento che “i consumi di carburante aumentano fino al 15% e le gomme si usurano in maniera disomogenea e quindi vanno sostituite prima”. Eppure, la soluzione sarebbe a portata di mano. Basta fermarsi in una stazione di servizio o da un gommista e verificare la pressione delle coperture, senza tra l’altro sborsare un euro.

Si tratta di un discorso che coinvolge, più in generale, la manutenzione dell’auto. Il parco circolante in Italia ha un’età media di quasi 10 anni, con picchi di 11 a seconda delle Regioni prese in considerazione. Tralasciando cosa questo comporti in termini di costi sociali (inquinamento, mantenimento, riparazioni, incidenti e assicurazioni), è soprattutto e ancora la questione sicurezza che va sottolineata: le auto “anziane” sono più pericolose e necessitano di più interventi.

E’ per questo che, sul versante pneumatici, la Polstrada da anni effettua l’operazione “Vacanze Sicure” in collaborazione con Pneumatici sotto Controllo. Si tratta di verifiche (siamo arrivati a quota 150 mila) su tutto il territorio nazionale, diviso in gruppi di Regioni, sul corretto utilizzo e sullo stato di “salute” delle gomme dei veicoli che viaggiano sulle nostre strade.

A partire dal 20 aprile e fino al 5 giugno, l’edizione numero 14 prevederà circa 10 mila controlli che gli agenti della Polstrada effettueranno in Emilia Romagna, Sicilia, Calabria, Trentino Alto Adige, Sardegna e Puglia. “Purtroppo sono  ancora troppi i conducenti che circolano con pneumatici lisci, danneggiati o non omologati. Per contrastare questa tendenza è necessario un impegno a 360 gradi: prevenzione, controlli, informazione, per promuovere un nuovo approccio culturale di legalità sulle strade”, spiega il Direttore del Servizio Polizia Stradale Giuseppe Bisogno.

Parte della responsabilità, comunque, è anche di chi gestisce le strade. La scarsa manutenzione, infatti, non è solo quella del veicolo, ma pure quella di reti viarie e infrastrutturali. La prova? Ernie, tagli e bozze su pneumatici dovuti per lo più a buche e irregolarità sull’asfalto, facilmente riscontrabili sulle carcasse sempre più spesso rinvenute all’interno delle sedi stradali.