È finita. L’era Conti si è chiusa con la finalissima del 67esimo Festival della Canzone italiana di Sanremo. Ad aprire la serata il gruppo Ladri di carrozzelle, formato da diversamente abili e da 28 anni gira per l’Italia per dimostrare la capacità della musica di superare ostacoli apparentemente insormontabili.

Lungo video riepilogativo dei sedici Big finalisti, poi presentazione della giuria di Esperti presieduta da Giorgio Moroder e un altro momento “sociale” con l’ingresso in studio del sottotenente Maria Gaetana Albina Di Lena del nucleo operativo dei Carabinieri di Chieti e il vicequestore Giuseppe Briganti, direttore operativo dell’11° reparto volo di Pescara, protagonisti delle operazioni di salvataggio e assistenza dopo le ultime scosse di terremoto in Centro Italia.

È Zucchero a precedere l’inizio della gara con “Ci si arrende”, brano dell’ultimo album, mentre la finale vera e propria, puntualmente inizia alle 21.20 con i primi quattro Big: Elodie, Michele Zarrillo, Sergio Sylvestre e Fiorella Mannoia.

Momento “Tutti cantano Sanremo” con Alessandra Mastronardi, Giusy Buscemi e Diana Del Bufalo, protagoniste di “C’era una volta Studio Uno”, fiction di RaiUno in due puntate, in onda il 13 e il 14 febbraio. Poi di nuovo gara, con Fabrizio Moro cantatissimo in Sala Stampa e Alessio Bernabei.

È il momento di Maurizio Crozza, che peraltro dal 3 marzo comincia la nuova avventura su Nove con “Fratelli di Crozza”: “Il Fronte anti-Europa si allarga a macchia d’olio… di ricino. C’è voglia di muri, di Donald Trump. È l’unico politico al mondo che mantiene le promesse elettorali. Roth lo ha definito come “ignorante del governo, della storia, della filosofia e dell’arte, in possesso di un vocabolario di 77 parole”.

Poi si materializza sul palco dell’Ariston nei panni di Antonio Razzi: “Che bello essere qui all’Indesit…” Poi ha scherzato sullo scandalo dei furbetti del cartellino al Comune di Sanremo e ha cantato, dopo aver pungolato Maria De Filippi (“Tu non puoi lavorare gratis, è diseducativo per i bambini”), “Establiscimento”, inno in “difesa” di Donald Trump.

Dopo il balletto-tormentone dello sponsor con la voce di Mina, ecco di nuovo la gara con Marco Masini, mentre Zucchero è tornato sul palco per cantare “Partigiano Reggiano” e “Miserere” (con la voce di Luciano Pavarotti). Accoglienza trionfale, curiosamente da una platea, quella di Sanremo, che trent’anni fa non lo aveva certo trattato bene.

Nel frattempo, è stato annunciato il vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” – sezione Campioni della sala stampa del Roof, con Ermal Meta che l’ha spuntata su Fiorella Mannoia e Paola Turci.

Ed è stata proprio la cantautrice romana a far ripartire la gara con la sua “Fatti bella per te”, la preferita di larghi settori della stampa accreditata, seguita da Bianca Atzei con Ora esisti solo tu.

Per “Tutti cantano Sanremo”, è arrivata Tina Kunakey Di Vita, modella e compagna di Vincent Cassel. Gabbani è tornato per la finale con la sua ascoltatissima Occidentali’s Karma, proprio nel giorno in cui Alberto Dandolo su Dagospia da conto di un pettegolezzo pepato e delle ipotetiche misure del cantante toscano.

Ancora gara con Chiara e Clementino, mentre per il momento buona musica, ogni tanto accade persino a Sanremo, ecco Rita Pavone a cantare la sua splendida “Cuore”.

Tredicesimo campione in gara, il vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” Ermal Meta con la splendida “Vietato morire”. La conduttrice di Italia’s Got Talent e Singin’ in the car ed ex star Disney di Violetta Lodovica Comello ha cantato “Il cielo non mi basta”. Momento comico con Enrico Montesano a spezzare il ritmo già lentissimo della gara, poi tocca a Samuel che ci riporta alla contemporaneità con “Vedrai”. Ultimo big in gara, Michele Bravi con “Il Diario degli Errori”.

Altro momento comico, con una Geppi Cucciari scatenata: “Maria, metti insieme tutti: Orazi e Curiazi, Di Maio e il congiuntivo, Il Pd e il Pd”. E poi è arrivata addirittura “C’è posta per te” su RaiUno, con tanti saluti a Milly Carlucci, che dovrà partire tra poche settimane con Ballando con le stelle sfidando proprio il programma di Maria De Filippi.

E poi il monologo, con le bugie più dette dagli italiani (tra cui un “Se perdo il referendum lascio la politica” di renziana memoria). Tra il serio e il faceto, arriva anche il ricordo di Giulio Regeni (“Non abbiamo ancora capito come è morto”) e la difesa delle donne attaccate dai titoli dei giornali, dopo l’ultimo caso riguardante Virginia Raggi: “Je suis patata bollente”.

La gara è finita, o almeno la prima parte. Per il momento ospiti stranieri che avremmo volentieri evitato, ecco Alvaro Soler con un medley di sue canzoni.

E’ arrivato il momento della classifica dal 16 al 4 posto:

16 Clementino

15 Alessio Bernabei

14 Chiara

13 Marco Masini

12 Lodovico Comello

11 Michele Zarrillo

10 Samuel

9 Bianca Atzei

8 Elodie

7 Fabrizio Moro

6 Sergio Sylvestre

5 Paola Turci

4 Michele Bravi

In finalissima, Ermal Meta, Francesco Gabbani e Fiorella Mannoia.

All’una e mezza arriva il momento di annunciare i vincitori. Primo posto per Francesco Gabbani, seconda Fiorella Mannoia e terzo Ermal Meta.