Nel resto d’Italia si celebrava la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo e loro assalivano e umiliavano un ragazzo disabile della loro scuola, riprendendo e filmando il tutto sui loro smartphone. È successo in una scuola superiore di San Salvo (Chieti), l’Istituto commerciale Mattioli. Protagonisti dell’aggressione due studenti, di cui uno maggiorenne; vittima un sedicenne diversamente abile seguito da un insegnante di sostegno. Il ragazzo era appena entrato in bagno quando è stato raggiunto dai due compagni di studi che l’hanno fatto inginocchiare, buttandogli acqua addosso e terrorizzandolo con un accendino. Il tutto tra risate, insulti e il silenzio di chi ha assistito dal vivo ai maltrattamenti.

L’intera scena è stata ripresa col cellulare e il video ha fatto subito il giro della scuola (e non solo) attraverso Whatsapp. Fortuna ha voluto che se ne accorgesse quasi in tempo reale l’insegnante di sostegno, che ha bloccato i bulli e avvisato la dirigente scolastica che ha avvertito a sua volta le famiglie. I due sono stati sospesi e denunciati ai carabinieri, che hanno sotto mano il filmato e stanno indagando. Uno dei due aggressori si è ritirato dalla scuola. Il disabile, trovato in uno stato di profonda prostrazione emotiva, è stato affidato al 118 e portato in ospedale ma adesso sta bene. “Fortunatamente non aveva alcuna lesione. Lui stesso ci ha rassicurati. Ho fatto tutto quanto previsto dal protocollo. La scuola prenderà ovviamente i seri provvedimenti del caso” ha dichiarato la preside Sara Solipaca al quotidiano abruzzese Il Centro. “Non si può, né si deve tollerare mai nessun atto di prevaricazione. Va condannato, sempre – scrive invece sul suo profilo Facebook il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca -. Per una volta, però, il sistema pare abbia reagito prontamente. Partendo proprio dai ragazzi che non sono rimasti indifferenti e quindi complici. E per una volta non tutti i genitori hanno sbagliato. Non tutti gli insegnanti hanno sbagliato. Non tutti i carabinieri hanno sbagliato. Non tutti I sanitari del 118 hanno sbagliato. E forse neppure le politiche per la legalità a vari livelli istituzionali portate avanti hanno sbagliato. La scuola e le famiglie sapranno prendere gli adeguati provvedimenti. Noi, intanto, non perdiamo l’occasione per essere tutti protagonisti di un reale cambiamento”.