In una riunione precongressuale, Massimo D’Alema ha criticato Matteo Renzi sul Jobs Act: “Va bene cambiare, rinnovare, va bene tutto, ma i valori fondamentali… quelli dovrebbero rimanere”. Sulla legge elettorale lo ha ridicolizzato: “Voleva il maggioritario più spinto del mondo; la Consulta gliel’ha bocciato. Ma dice che ora la proporzionale è la stessa cosa!”. Dove voleva andare a parare Massimo? “E vuole votare, subito! Ma domando: con quale pro-get-to di governo!?”. Ineccepibile. Uno ha fretta di votare se ha un obiettivo politico in mente. Dopo le recenti batoste, in calo di consensi, con una legge elettorale proporzionale (al 40%, al premio di maggioranza, non ci arriverà mai) che ne ridurrà i parlamentari, a cosa mira Renzi: a un governo con Berlusconi e Alfano? Neppure ci riuscirà! “Io sono al-li-bi-to!”, scandisce D’Alema, politico intelligente.

Video di Manolo Lanaro

Ma i politici si fanno belli a confronto sempre e solo dei colleghi avversari, dei quali evidenziano incoerenze e punti deboli. Basti guardare l’avvilente vuoto che avanza: maestrine con la bacchetta in mano, moralisti, eterni adolescenti indignati. Ma anche il vecchio che torna non scherza. Come dimostra questa piccola intervista (immaginaria).

Lei ce l’ha un progetto politico, D’Alema? “Oh sì, io certo che ce l’ho, un bel PP. Lanciarmi nello spazio (politico lasciato) vuoto (da Renzi). Arriveremo al 15%! Come intende fare? Basta, miei cari, basta, richiamare i Valori! Quali valori? Quelli Eteerni, pardòn, eeeterni, pardòn, eeetciù! La solidarietà… ah… l’uguaglianza… l’onestà…”. E come intende declinarli nella crisi attuale? Non dovevano fare il Jobs Act. Non dovevano prendersela con la Costituzione. Bastava non fare nulla? Cercavo la Politica… Con la crisi, si corre in difesa. E cioè? La buona amministrazione! È da quando il socialismo ha vinto nel 1968-73. Con lei all’opposizione… Lei mi dà allergia! Da quando il comunismo ha perso, nel 1989, alla sinistra non rimane che difendere il welfare. E i ceti deboli.

Meglio che niente. Dunque lei vuole rinegoziare l’euro, o intende uscirne? L’euro? che c’entra?! Oh?! Gli economisti dicono che il fiscal compact genera lunghe fasi di elevata disoccupazione! Che, se la Bce agita gli spread, bisogna tagliare lo Stato sociale! Che – senza tassi di cambio – ogni perdita di competitività (relativa) un paese dell’euro la recupera solo svalutando il lavoro: i diritti, gli stipendi! C’è una corsa al ribasso iniziata dalla Germania nel 2004… Sicuro, riformare l’euro; come ho potuto dimenticarmene? Dobbiamo battere i pugni sul tavolo… Nessuna idea, nessuna proposta? Come Renzi… Noi li batteremmo di più e meglio. Secondo me lei s’illude e lo sa. La Germania non ha motivo di cambiare una situazione soverchiante. Perché illudere la gente? Qui la sinistra è impossibileRenzi ha dovuto fare il Jobs Act e tagliare i salari: almeno siamo sopravvissuti. Rimpiangeremo Renzi? Lei mi è leggermente antipatico.

Dove vuole andare a parare? Di uscire dall’euro non-se-ne-par-la! Sono stato comunista contro la Nato, Omc, Fmi, Bm, Ue: tutto l’assetto occidentale del Dopoguerra. C’ho messo 27 anni a costruirmi una credibilità ‘liberal’. Sono internazionalista (amico di Bill); dunque europeista. Con tanti amici della Figc, ho speso una vita a mediare… a bicamerare. Mi rifiuto di rompere con tutto questo! L’economia poi… a noi politici c’infastidisce: troppo complessa! Ma lei è il politico italiano più intelligente! Appunto… capisco che uscire dall’euro ha un costo iniziale elevato. I frutti arriverebbero due anni dopo: troppo tardi. Le ho detto che è antipatico?

Cambiamo tema. La democraziaNon esageri. Vuole davvero finalmente attuare la Costituzione? Anche l’art. 49? Gli italiani aspettano dal 1948. Non userei quel termine. Direi piuttosto: difendere. Fare argine contro ogni nuovo attacco. Oggi proporre nuove riforme istituzionali è impossibile! La libertà… La Libertà, concetto chiave! Per questo difendo l’Europa. Entro il 2017 bisognerà decidere se trasformare il fiscal compact in un trattato (definitivo) oppure cancellarlo. Che deve fare l’Italia? Dire ‘no!’ È un Patto stupido e recessivo, l’ha detto Prodi. L’austerità uccide la sinistra. Ma allora dovremo uscire dall’euro, perché gli spread ricominceranno a salire. Lei dice? Ma l’Italia non è un paese libero? La libertà l’abbiamo persa, senza rendercene conto, cedendo la sovranità monetaria alla Bce nel 2000. Allora, ci indigneremo.

E basta? Magari un giorno usciamo… e che sarà mai!? Perché, crede che Salvini e Grillo si stiano preparando? Nisba! Ma ho visto un sondaggio: il 47% degli italiani vorrebbe uscire. Aspettiamo che siano il 60%. Guardi, quando si dice “l’euro è una trappola”: si sta chiudendo su di noi. Ogni mese, altri 15 miliardi di Btp diventano non ridenominabili in nuova valuta: ciò vuol dire che aumenta il costo di uscita dall’euro. E in Europa si lavora per creare sempre nuovi meccanismi (unione bancaria Ue) “irreversibili, in caso di vittoria dei populisti”, parole loro. Perciò se si vuole rinegoziare o litigare, meglio farlo subito. Mi dicono che la crescita europea lentamente riprende… E’ vero: i meccanismi neoliberisti sono inefficienti ma persino loro dopo 9 anni cominciano a reagire. Allora le banche le salviamo? Sul filo del rasoio, stavolta, forse. E dunque, niente 60%: qual è il problema?