Venti anni di violenze. Botte con il manico della scopa e perfino una coltellata. Poi la scoperta alcuni mesi fa: l’aguzzino che aveva sposato non solo la picchiava, ma la tradiva anche con un’altra donna con cui tre anni prima aveva avuto un figlio. L’ennesima lite per quella storia e per quel bambino fuori dal matrimonio. Le urla nel piccolo appartamento popolare di via Coronelli, al Giambellino, periferia sud-ovest di Milano. “Sei un bastardo, non dovevi fare un figlio con lei, quel bambino deve morire, è un figlio di puttana”. Lei che impugna il ferro da stiro. Lui con il coltello in mano. Lo affonda 23 volte. Fatali i colpi alla gola. Il sangue ovunque nella camera da letto. La stessa stanza dove poco prima avevano fatto l’amore.

Aveva raccontato di essere rientrato in casa dopo una passeggiata e di averla trovata cadavere, con la gola tagliata. Aveva recitato lo stesso copione nel ’95, quando la ferì alla schiena. L’altra notte, però, la sua versione ha retto solo qualche ora. Gli uomini della Squadra Mobile guidata dal dottor Lorenzo Bucossi lo hanno incalzato durante un lungo interrogatorio negli uffici della Questura di via Fatebenefratelli. Ha negato fino all’ultimo. Ma alla fine, intorno alle 3 di questa mattina, Luigi Messina è crollato e ha confessato di aver ucciso la moglie Rossana Belvisi, 50 anni, che lavorava all’Inps di via Ripamonti.

Davanti al pm Gaetano Ruta e al procuratore aggiunto Alberto Nobili, Messina, 53 anni, ex guardia giurata ormai disoccupato, ha riavvolto il nastro mentale e ha ricostruito quello che è avvenuto la mattina del 15 gennaio: “Sono stato io a uccidere mia moglie. Mi dispiace e sono pentito. Questa mattina ci eravamo svegliati bene, abbiamo anche fatto l’amore. Abbiamo fatto colazione, poi Rosanna ha iniziato a insultarmi, come ormai faceva da mesi, per via della mia relazione da cui ho avuto anche un figlio. Preciso che non vedo questa donna e mio figlio da oltre due mesi e ho chiuso la relazione. Rossana ha preso il ferro da stiro e per due volte ha tentato di colpirmi, senza riuscirci. Mia moglie continuava a insultarmi e a ripetere che mio figlio doveva morire. Ricordo che io in quel momento avevo appena preso il coltello in cucina perché volevo sbucciare una arancia. Ma la discussione è andata avanti e ricordo solo di essermi trovato in camera da letto con il coltello in mano. All’ennesima offesa nei miei confronti e nei confronti di mio figlio, ho perso le staffe e ho cominciato a colpirla ripetutamente. Non ricordo quante volte”. Sono le 11. A quel punto Messina cerca di costruirsi un alibi. Gironzola nel quartiere per farsi vedere da più persone possibile nell’orario compatibile con l’omicidio. “Mi sono spogliato e ho messo i vestiti sporchi in un sacchetto di plastica. Sono uscito con questo sacchetto e il coltello che ho utilizzato. Ho gettato il coltello in un tombino e i vestiti in un boschetto. Sono stato anche due volte a prendere i babà. Ho fatto anche altre cose: ho prelevato 50 euro al bancomat, ho giocato alle macchinette e ho vinto 70 euro, forse ho fatto anche un po’ di spesa”.

Poi intorno alle 15 è tornato nel piccolo appartamento al piano terra e ha chiamato il 118, dicendo di aver trovato la porta aperta e la moglie massacrata. Ma il suo maldestro tentativo è andato in frantumi davanti alle troppe contraddizioni e a quei tagli sulla mano, notati subito dai poliziotti che in casa non avevano trovato nessun segno di effrazione né annotato nessun furto. Tra gli abitanti del palazzone popolare di via Coronelli, poi, non era un mistero che il rapporto tra i due fosse teso, come ha confermato subito anche la figlia 25enne della coppia, che non era in casa quando suo padre ha ucciso la mamma. A verbale chiuso, Messina ha accompagnato gli uomini della sezione Omicidi nei luoghi dove aveva gettato il coltello e i vestiti sporchi di sangue. “Mi dispiace e sono pentito di quello che ho fatto”.

coltello“Alcuni mesi fa Rosanna Belvisi ha scoperto che il marito aveva un’amante con cui ha fatto un figlio tre anni fa. Ieri i due hanno litigato per l’ennesima volta e Luigi Messina l’ha accoltellata. Erano tornati da una vacanza di un mese a Pantelleria“, dove vive il fratello di Rossana, ha detto il capo della Mobile Bucossi durante una conferenza stampa in Questura. “L’omicidio è la conclusione di venti anni di violenze. Ci risulta che già nel 1995 la donna sia stata accoltellata alla schiena in casa e anche in quell’occasione Messina ha raccontato di aver trovato la moglie ferita rientrando nell’abitazione. Quella volta Belvisi riportò una prognosi di 10 giorni. A novembre, inoltre, le forze dell’ordine sono intervenute due volte per maltrattamenti. La picchiava anche con il bastone della scopa“.

Il delitto di Rossana Belvisi arriva a pochi giorni da quello di Tiziana Pavani, 55 anni, uccisa il 12 gennaio nella sua casa di via Bagarotti, nel quartiere Baggio. Per quell’omicidio è stato arrestato un suo conoscente, il 32enne Luca Raimondo Marcarelli, che ha confessato di aver ucciso per un presunto debito, dopo aver usato cocaina. Anche lui qualche ora dopo l’omicidio era andato in un bar e si era piazzato davanti alle slot machineAveva giocato i soldi rubati alla donna che solo una settima prima lo aveva salvato da un tentativo di suicidio.