Bebe Vio

Il Selfie - Obama-Bebe Vio - AnsaPresentando Beatrice Vio, molti vi chiederebbero di non considerare la sua disabilità fisica. E invece no, al contrario: stampatela bene in mente, quella menomazione. E poi confrontatela con il sorriso, l’attitudine positiva e propositiva, la consapevolezza di quello che è e la certezza di poter ottenere lo stesso risultati strabilianti. E soprattutto l’autoironia, la capacità di scherzare sulle prove terribili che la vita le ha messo davanti e che avrebbero sfiancato e distrutto chiunque. Ma Bebe Vio sa bene che l’unico modo per vivere a modo suo, infischiandosene persino dei troppi idioti che sul web la attaccano (clamorose le reazioni becere quando è andata alla Casa Bianca con Matteo Renzi), è prendere a cazzotti la vita. E lo fa senza nemmeno avere le mani, a riprova della straordinarietà del personaggio. Un’altra dote fondamentale per capire chi è Beatrice è l’assoluta mancanza di rancore e di risentimento, nonostante abbia tutto il diritto di essere leggermente incazzata con il destino. Tutti la vogliono, tutti la cercano. Va in tv, rilascia interviste, rappresenta l’Italia di fronte a un signore che si chiama Barack Obama, e alla fine dimentichiamo persino che innanzitutto è una bravissima atleta, una ragazza che ha conquistato un oro entusiasmante alle Paralimpiadi di Rio. È anche l’immagine di un’Italia che sembra essere diventata pericolosamente minoritaria, un paese fatto di ottimismo e di voglia di vivere, di autoironia e impegno, lontano da invidia sociale, cattiveria gratuita e chiacchiericcio malevolo.

Hillary Clinton

Hillary Clinton - ReutersSi può essere donna dell’anno pur avendo perso dolorosamente la sfida della Casa Bianca contro il sottovalutato Donald Trump. Forse è giusto che Hillary paghi lo scotto di una sconfitta bruciante e diventi il simbolo dell’America che non ha capito un tubo di se stessa. O forse la questione va analizzata con meno superficialità, a cominciare dalla presa d’atto che la Clinton ha ottenuto due milioni e mezzo di voti in più rispetto al tycoon newyorkese e che è stato il sistema elettorale dei grandi elettori a sbarrarle le porte della Casa Bianca. Magra consolazione, forse, ma è pur vero che la maggioranza degli elettori americani ha scelto una donna come successore di Barack Obama, nonostante la donna in questione fosse lei, non certo dotata di naturale charme e simpatia. C’ha provato, ha lottato e ha perso. Ma resterà comunque la donna più vicina alla Casa Bianca nella storia degli Stati Uniti. E in un futuro prossimo non sembra ci sia un’altra signora capace di far meglio di lei.

Elena Ferrante

amica-geniale-ferrante-240Chi è Elena Ferrante? Non dovrebbe fregar nulla a nessuno. Continuate, piuttosto, a godervi i suoi libri, che hanno conquistato persino gli Stati Uniti.  Dalla pubblicazione del suo primo romanzo, L’amore molesto,  si fanno speculazioni sulla reale identità dell’autrice e l’interesse per la questione è cresciuto dopo l’uscita de L’Amica geniale e dei successi tre romanzi che hanno avuto un grande successo in tutto il mondo.

Winona Ryder

Winona675Nei primi anni Novanta era una delle stelle più splendenti di Hollywood, esponente di spicco di una generazione rampante sulle colline californiane. Poi, piano piano, il declino. Ma grazie a Stranger Things, la serie cult di Netflix, è finalmente tornata agli altissimi standard recitativi di un tempo. Una delle migliori attrici della sua generazione, che si era persa tra mutande rubate e ossicodone, ritorna alla grande con una prova d’attrice più che convincente nei panni della madre del ragazzino scomparso. La Ryder offre agli spettatori una interpretazione di rara intensità, venata di follia e disperazione. Una interpretazione credibile, passionale e appassionata, quasi a voler riversare in questo progetto tutto il talento che per troppi anni non era più riuscita a dimostrare. Il valore aggiunto di Stranger Things, che già funziona benissimo, è proprio lei. E la nomination ai Golden Globes del prossimo mese è il suggello a un anno che ha segnato il ritorno in grande stile di una attrice che ci era mancata tanto, troppo negli ultimi anni.

Emma Bonino

5_boninoSia chiaro: Emma Bonino non è in questa lista perché ha sconfitto il cancro. La lotta contro il tumore è solo un incidente di percorso in una vita piena di impegno e passione politica, di competenza e autorevolezza. Ecco perché Emma Bonino è candidata come personaggio femminile dell’anno: perché, nel deserto della politica italiana attuale, una personalità come la sua spicca, svetta e stravince per distacco. Isolata dai radicali post-pannelliani, l’ex ministra degli Esteri ormai splende di luce propria e non ha bisogno di quel che resta di un’esperienza politica esaltante ma ormai inaridita come quella radicale. Dovrebbe avere maggiore spazio in un paese in crisi culturale e di identità come l’Italia, dovrebbe essere considerata come una madre nobile della Repubblica, e invece ogni volta è costretta a dimostrare qualcosa, a rintuzzare critiche pretestuose, sciocchezze complottarde che chiamano in causa chissà quali poteri forti globalisti. Eppure Emma Bonino è semplicemente una delle personalità politiche che più ha fatto per migliorare e riformare un Paese che a volte sembra irriformabile. Una Don Chisciotte pragmatica, e non è affatto una contraddizione, visto che riesce a conciliare grandi ideali e battaglie all’apparenza impossibili con un impegno quotidiano, gomiti a terra e senza troppi fronzoli.

Menzione speciale: Gemma Galgani

gemmaPermetteteci una deviazione ironica ma non troppo. Per il “paese reale”, quello che facciamo finta di non vedere, la donna dell’anno è Gemma Galgani. No, non la santa toscana di fine Ottocento, ma la protagonista indiscussa del trono over di Uomini e Donne, diventato un personaggio cult, una prezzemolina televisiva, l’ultimo mostro catodico creato nel laboratorio infallibile di Maria De Filippi. Le pene d’amore di Gemma divertono, indignano, distraggono, e ogni volta che arrivano in televisione fanno il pieno di ascolti. È un bene o un male? Forse nessuno dei due, è semplicemente un dato di fatto, a dimostrazione che c’è un corpaccione compatto del grande pubblico televisivo che si diverte a seguire le disgrazie sentimentali della sessantenne piemontese e le sue liti furibonde e ultratrash con Tina Cipollari. Segno di una decandenza culturale del Paese? Non scherziamo, per favore. È solo entertainment, signori miei, e come tale va considerato. Prendiamoci meno sul serio e impariamo a comprendere (non a condividere, beninteso) i gusti del “paese reale”, che esiste nonostante noi.

LA DONNA DELL’ANNO