Più che di una cessione, l’acquisizione da parte di Fs di Ferrovie Sud Est può essere considerata un’operazione di concentrazione tra le due società che, di fatto, sono entrambe dello Stato. L’Antitrust che, a fine ottobre, aveva inviato una segnalazione al Parlamento sostenendo che il trasferimento a Ferrovie dello Stato presentasse criticità riguardo “alla sua compatibilità con la disciplina di concorrenza nazionale ed europea”, pochi giorni fa ha invece notificato il suo parere positivo aprendo la strada al salvataggio dell’azienda che ha accumulato 350 milioni di debiti ed è stata portata sull’orlo del fallimento dalla precedente gestione, tuttora oggetto di diverse inchieste giudiziarie. Un cambio di rotta confermato a ilfattoquotidiano.it anche da fonti interne all’azienda.

LA PRIMA ‘BOCCIATURA’ – A fine ottobre l’Autorità garante della concorrenza si era espressa in risposta a una segnalazione dei senatori Pd Lodovico Sonego e Salvatore Tomaselli. I due parlamentari chiedevano che le Sud-Est fossero cedute “al miglior offerente sulla base di procedure pubbliche e competitive”. Nel suo documento, che non era ancora un parere formale sul passaggio a Ferrovie dello Stato, l’Antitrust si concentrava soprattutto su criticità “di natura concorrenziale relative all’attività di trasporto ferroviario regionale”, ma si affrontava anche la questione dell’acquisizione della società commissariata “in contrasto – scriveva l’Antitrust – con i principi e le disposizioni a tutela della concorrenza a livello nazionale e comunitario”. E ancora: “Dagli elementi acquisiti non risulta alcuna forma di pubblicità dell’operazione”. Inoltre, il Commissario nominato dal ministero dei Trasporti, a cui le Sud-Est facevano capo fino a settembre, “non ha dato riscontro a ripetute richieste di informazioni sulla cessione di Fse presentate da almeno due soggetti privati che intendevano avanzare una proposta di acquisto”, aveva sottolineato l’Autorità. E “in tale contesto non risulta che il Mit, in qualità di socio unico di Fse, abbia svolto alcuna valutazione in merito alle proposte della Gestione Commissariale”.

L’ACCUSA DELLA CORDATA CONCORRENTE – Per l’Antitrust, “tale condotta ha di fatto impedito a terzi l’accesso alle informazioni necessarie alla formulazione di un’offerta” alternativa per Fse. Un po’ quanto sostengono Arriva, Ferrotramviaria e il consorzio pugliese Cotrap, le imprese della cordata privata che ha presentato ricorso davanti al Tar del Lazio per bloccare il decreto di trasferimento emanato ad agosto dal ministro Graziano Delrio. Decreto nel quale si dichiarava invece che nessuna delle manifestazioni di interesse arrivate a Ferrovie Sud-Est da parte di soggetti privati presentasse “elementi minimi per essere considerata una valida offerta”. Il ministro aveva anche risposto punto per punto, in un documento di 12 pagine, a quanto sostenuto dall’Authority.

L’APERTURA DEL GARANTE – Esaminate le controdeduzioni del ministero, pochi giorni fa è stato notificato il parere positivo dell’Antitrust che, come confermano fonti aziendali, ha manifestato il suo parere positivo: non ci sarebbero violazioni alla disciplina della concorrenza. L’Autorità accetta dunque di considerare l’acquisizione non come una cessione da una società all’altra, ma come una concentrazione tra società entrambe dello Stato, un riordino delle partecipazioni pubbliche. Sempre in settimana, il commissario straordinario Andrea Viero ha consegnato alla Procura di Bari anche la delibera con cui Fs si impegna ad acquisire le Ferrovie Sud-Est, facendosi carico del debito.

GLI EFFETTI E IL RICORSO – Il parere positivo del garante della concorrenza ha una prima conseguenza concreta, visto che il decreto del ministro Delrio stabiliva il trasferimento delle quote di Ferrovie Sud-Est entro 5 giornidall’ok da parte dell’Antitrust. Il prossimo primo dicembre si discuterà il ricorso dinanzi al Tar del Lazio e, proprio in attesa della conclusione del trasferimento a Fs, è stata rinviata al 20 gennaio 2017 l’udienza dinanzi al Tribunale fallimentare di Bari sull’istanza di fallimento delle Fse.

Dall’ufficio stampa di Agcm riceviamo e pubblichiamo:

1) i due provvedimenti emanati dall’Autorità – rispettivamente, la segnalazione del 12 ottobre 2016 inviata al Parlamento e al Governo e il provvedimento di autorizzazione della concentrazione (pubblicato sul Bollettino n. 41 del 21 novembre 2016) – rappresentano due valutazioni su piani diversi di due aspetti e momenti differenti della medesima vicenda e dunque non possono essere messi in alcun modo in relazione tra loro;
2) nella segnalazione al Parlamento e al Governo l’Autorità ha espresso le proprie valutazioni sulla procedura utilizzata per giungere all’acquisto di Ferrovie del Sud Est da parte della società Ferrovie dello Stato italiane s.p.a.
3) nel provvedimento di autorizzazione della concentrazione l’Autorità ha invece verificato, una volta selezionato tale acquirente, quali fossero gli eventuali impatti sul mercato del trasporto pubblico locale pugliese su ferro e su gomma, ritenendo che questi fossero non rilevanti dal punto di vista concorrenziale. Tale ultima analisi è stata effettuata considerando, come di consueto, che l’operazione di acquisizione avverrà tra due imprese che, seppur controllate dallo Stato, sono di fatto autonome e indipendenti.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sottolinea dunque che la segnalazione inviata al Parlamento a ottobre e il provvedimento di autorizzazione della concentrazione pubblicato a novembre sono due valutazioni su piani diversi. Che riguardano sì fasi diverse, ma dello stesso lungo iter attraverso il quale la società sta cercando di evitare il fallimento. In questa prospettiva, prima è stato dato un parere negativo sulla procedura che ha portato a selezionare come unico possibile acquirente Ferrovie Sud-Est, mentre nei giorni scorsi è stata autorizzata la concentrazione spianando, di fatto, la strada al salvataggio di Ferrovie Sud-Est.
LG