I rimborsi forfettari alle vittime del Salva Banche saranno estesi anche a quanti hanno ottenuto le obbligazioni di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti da un parente fino al secondo grado a titolo gratuito. Lo prevede una risoluzione di Giovanni Paglia (Si-Sel), approvata in commissione Finanze alla Camera. In ottobre ilfattoquotidiano.it aveva raccontato come più di un migliaio di risparmiatori coinvolti nel fallimento di quattro istituti si fossero visti rispedire al mittente le richieste di indennizzo presentate al Fondo interbancario di tutela dei depositi proprio perché avevano ricevuto i titoli da un familiare.

La risoluzione, sottoscritta anche dal M5s, impegna il governo “ad assumere, al più presto, un’iniziativa volta a modificare la disciplina vigente, al fine di permettere l’adesione alla procedura” del rimborso forfettario all’80% “anche a chi abbia acquistato i titoli in questione nell’ambito di un accordo negoziale diretto con una delle banche sottoposte a risoluzione, salvo poi cederne o suddividerne la proprietà a titolo non oneroso a parenti fino al secondo grado, fatto salvo il rispetto dei limiti di patrimonio e di reddito previsti dalla normativa”.

La prossima settimana, ha fatto sapere Alessio Villarosa (M5s), la commissione esaminerà anche un’analoga risoluzione dei 5 Stelle, che però punta a estendere i rimborsi forfettari anche a coloro che hanno comprato bond delle quattro banche sul mercato secondario prima del 22 novembre. “Allargheremo ulteriormente, oltre i parenti stretti, la platea dei beneficiari dei rimborsi tra coloro che hanno ricevuto a titolo gratuito le obbligazioni-fregatura delle quattro banche risolte a novembre – spiegano i 5 stelle della VI commissione – Chi le ha acquisite prima del 22 novembre scorso, appunto, non poteva sapere del decreto ‘salva-banchieri'”. “Dunque, non può aver avuto un intento di frode nei confronti dello Stato. Anzi, l’assunto di base è che i risparmiatori siano stati vittime di una truffa e dunque vanno ristorati, pur nell’ambito di una procedura deficitaria, arbitraria e mal congegnata dal governo”.

Quanto ai decreti sugli arbitrati, che non è ancora stato emanato, lunedì il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha detto che “è in corso l’istruttoria per l’allineamento degli schemi dei decreti attuativi, che verranno emanati nella forma di decreto ministeriale e di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, alle osservazioni dell’Organo consultivo, al quale saranno tempestivamente restituiti”. Secondo fonti di governo i due provvedimenti non dovrebbero essere emanati prima di dicembre. “L’intervenuta emanazione del decreto legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, con il quale è stata prevista la possibilità di un accesso diretto al Fondo di solidarietà per i rimborsi forfettari (…) ha generato una serie di aspetti di carattere tecnico-giuridico, che hanno richiesto la necessità di affrontare varie fattispecie concrete, per una loro compiuta e complessiva regolazione”, è stata la spiegazione di Baretta.