“I terremoti non si possono prevedere ma si può sapere che il 44% del territorio è ad altissimo rischio sismico. Noi stiamo facendo veramente poco per la salvezza del territorio ragionando su nuove grandi opere come il ponte sullo stretto che sarebbe un vero disastro ecologico”. Così a Dimartedì (La7) lo storico dell’arte Salvatore Settis, in merito alla salvaguardia del territorio dai rischi del terremoto: “C’è un’incapacità di prevedere che è veramente colpevole” continua il professore, che poi spiega le ragioni del braccio di ferro con l’Europa: “I nostri partner europei sanno benissimo che noi siamo così bravi, da non pagare ogni anno, 150 miliardi di tasse. L’Europa ha il diritto di chiederci non l’austerità, ma di lavorare sull’evasione fiscale e la corruzione. Se non interverremo su queste due cose, ogni volta che faremo la voce grossa ci sarà qualcuno in Europa che ci riderà dietro”. E sulla cancellazione delle province e sul referendum dice: “Le province non sono state abolite, ma i cittadini delle province, perchè non potranno più votare, ma esiste il prefetto quindi il governo. Questa è la direzione della riforma costituzionale. Anche se vince il No – conclude Settis – il presidente del consiglio provi a governare con questa costituzione e ci faccia vedere dove vuole andare, anzichè usarla come alibi e lasciare il paese a metà del guado”