Possiamo definire il Gp del Messico come il festival dell’assurdo, abbiamo visto di tutto, forse la gara che può rappresentare il Bignami di tutte le brutture e le “storture” viste durante l’intero anno, condensate e sintetizzate in un solo evento. Errori strategici, tagli di curva, manovre scorrette, insulti via radio, piloti richiamati dalla cerimonia del podio e terzi posti assegnati a tavolino e poi tolti…

Primo assurdo.

Lewis Hamilton arriva lungo alla prima staccata per difendersi da Rosberg che lo stava tallonando, taglia incredibilmente “mezzo circuito” prende un vantaggio cronometrico non indifferente e tutto passa sotto silenzio. Più tardi sarà Rosberg che taglierà la stessa curva, per mantenere la posizione da un attacco di Verstappen, e anche questa volta, il “taglio” di curva, verrà tollerato.

Sul finale di gara toccherà a Verstappen arrivare lungo per difendersi dall’attacco di Sebastian Vettel e questa volta, invece, la direzione di gara infligge una penalità di 5” che di fatto lo fa scendere dal podio su cui stava salendo quando era già nella sala delle cerimonia.

Secondo assurdo.

Vedere una Ferrari esultare ed esaltarsi per un terzo posto conquistato “a tavolino” è stato uno spettacolo indegno, imbarazzante ed indecoroso, finito poi, come se non bastasse, con la retrocessione di Vettel in quinta posizione…

Un Arrivabene “invasato” e Vettel da esultanza “mondiale”, stonavano con quanto visto quest’anno e con la storia ricca di risultati vincenti che solo la Ferrari può vantare.

Gli insulti tirati da Vettel a chiunque trovasse davanti alla sua vettura poi, andrebbero un anch’essi un attimino rivisti… Chi scrive non è certamente uno che si scandalizza per certe esternazioni e che anzi, sognerebbe di poter sapere cosa, fino a dieci anni fa, si potessero dire in radio piloti come Schumacher, J. Villeneuve, Montoya, Piquet, Mansell. Se i tempi però ora consentono di ascoltare gli sfoghi dei piloti, o si accetta tutto o oppure si censura tutto. Si fece in passato un processo mediatico ad Alonso per un “scemi geni” ora va bene che Vettel insulti mezza griglia? Non è proprio in stile Ferrari direi.

Terzo assurdo.

In una Formula 1 dove tutti si lamentano della mancanza di spettacolo, ancora una volta, si fa di tutto per farlo definitamente scomparire. Ogni manovra sotto investigazione, qualsiasi azione d’ingaggio eseguita in pista analizzata per trovare un responsabile, un colpevole. E’ vero che questa generazione di piloti, sentendosi molto sicuri nelle moderne monoposto, azzardino manovre che in altre epoche non avrebbero mai osato, così facendo, però, ci si preclude la possibilità di vedere duelli epici che hanno infiammato le folle e scritto pagine leggendarie di questo sport. Quante penalità avrebbero raccolto Arnoux e Villeneuve a Digione nel 1979? (e li si rischiava la vita).

Quarto assurdo.

Ormai siamo rassegnati a sentir parlare più delle prestazioni delle gomme che di quelle delle vetture. Lo sport più ricco e dispendioso del mondo che non liberalizza l’uso delle gomme per contenere i costi ai team che partecipano al mondiale; già solo questo è un assurdo. Come se ci si volesse vestire per forza con lo smoking e poi, per contenere i costi, si volessero però indossare, per forza, calzature a basso costo.

Quinto assurdo.

Arrivabene a fine gara, esaltato come non mai per un terzo posto, poi tolto al suo team, ha dichiarato: “Vedete in Ferrari le strategie le sappiamo fare” alludendo al terzo posto conquistato da Vettel grazie ad una strategia che allungando sensibilmente il primo stint gli consentiva di battagliare sul finale di gara con gomme più fresche di quelle utilizzate da Verstappen. Verrebbe da chiedersi se in Ferrari considerano solo la strategia del pilota tedesco ignorando, ancora una volta, le scelte scellerate fatte ai danni del povero Raikkonen. Il finlandese infatti, se non si fosse fermato, al 45 giro per cambiare le sue gomme medie, per un altro set di medie sarebbe potuto arrivare agevolmente al traguardo in terza posizione. Che bisogno c’era di fare un’altra sosta? Hamilton, Rosberg, Verstappen, Hulkenberg hanno fatto gli stessi o più giri di quanti ne doveva fare Raikkonen per arrivare in fondo, che timore c’era? Va detto che Raikkonen si lamentava del ritmo della sua Ferrari via radio, ma otteneva però tempi in linea con gli altri piloti nelle sue stesse condizioni… l’unico a fare una scelta del genere e ringraziato sarcasticamente dagli avversari (Vettel compreso) per la scelta, appunto, assurda.