Ecco i primi nomi di big, anche italiani, coinvolti nell’inchiesta del Telegraph sulla corruzione nel calcio inglese. L’inchiesta dei giornalisti britannici, partita dal tecnico della Nazionale Allardyce, si allarga e, dopo le confessioni dell’agente sportivo Pino Pagliara, tocca a Massimo Cellino. L’ex proprietario del Cagliari, oggi alla guida del Leeds United, è cascato nel tranello dei reporter. Fingendosi investitori interessati ad aggirare le regole della Football Association sulle TPO (Third Party Ownership), ovvero le regole che vietano le terze proprietà dei giocatori, sono riusciti a farsi spiegare dall’imprenditore italiano una possibile via per riuscire a detenere di fatto il cartellino degli atleti. Il suggerimento di Cellino è molto semplice: acquistare una parte del club, diventarne azionisti e prendersi la stessa percentuale delle quote sui guadagni derivanti dalle future vendite degli stessi calciatori. Solo un metodo sussurrato e un consiglio disinteressato? Non proprio.

“In Inghilterra? I peggiori” – Cellino, ignaro d’essere ripreso, arriva infatti a offrire una parte del Leeds. “Per voi è positivo entrare nel club: con 12 milioni prendete il 20 per cento e poi avete il 20% su ogni futura vendita dei giocatori”, dice testualmente l’ex proprietario del Cagliari, che fu contestato quando due anni fa acquistò il club inglese. “Il mondo del calcio è molto sporco. Non voglio essere io quello a violare le regole in Inghilterra. Io vi do un modo per lavorare e rimanere al sicuro – spiega Cellino – Tutti i vari bonus e spese varie. In Inghilterra, questa è la peggior cultura del mondo. Sono specializzati nel fottere la gente. Sembrano buoni ma sono le persone più sporche del mondo”. Poi si lascia andare a un confronto impietoso: “In Argentina (dove le TPO dilagano, ndr) sono angeli al confronto, in Brasile bambini. In Inghilterra sono i peggiori nel calcio”.

Hasselbaink e Wright – In attesa di scoprire chi sono gli otto allenatori di Premier League citati dagli agenti smascherati negli scorsi giorni, l’inchiesta punta il dito anche su altri due volti noti. Si tratta di Tommy Wright, vice allenatore del Barnsley e Jimmy Floyd Hasselbaink, tecnico del Queens Park Rangers. Entrambi vengono ripresi con telecamere nascoste mentre propongono accordi “sotto il tavolo”. Wright, immediatamente sospeso dal club anche se si professa innocente, accetta una mazzetta di 5mila sterline cash per dare una mano ai finti investitori orientali affinché il Barnsley acquisti i calciatori da loro rappresentati. Hasselbaink, invece, si dimostra disponibile a volare verso Oriente per visionare e acquistare giocatori della presunta agenzia. Il tutto in cambio di 55mila euro a viaggio. L’ex giocatore di Atletico Madrid e Chelsea, interpellato prima della diffusione del video, ha detto che non ci sarebbe nulla di strano nell’accettare denaro per dare consigli, sottolineando di non aver mai fatto spinto il QPR ad acquistare giocatori.

La difesa di Pagliara Intanto l’agente Pino Pagliara si difende all’Ansa: “Ho solo detto quello che i miei interlocutori volevano sentirsi dire – spiega – Sono caduto nel loro tranello perché mi avevano fatto credere che Lord John Stevens (ex capo della polizia, estraneo alla vicenda, nda) era uno degli ambiasciatori del Gruppo Bakrie”. Il Gruppo Bakrie è la controllante di una potente società indonesiana, la Meiran, che i giornalisti hanno finto di rappresentare. Ma nell’auto-assolversi, Pagliara afferma anche che “tra i tecnici tirati in ballo c’è anche un italiano, ma non voglio dire se oggi allena in Inghilterra o in Italia. Lo dirà il Telegraph”. E poi attacca ancora il quotidiano inglese: “Sono bravi a giudicare gli altri, la verità è che qui la corruzione è endemica, rubano anche i capi-osservatori. In Italia un terzino destro viene acquistato perché serve alla squadra, qui può accadere che sia preso solo per ragioni di convenienza economica”.