Prendete tre siciliani, dategli una spada in mano e imbarcateli per Rio. Torneranno con una medaglia. I catanesi Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera e l’umbro Andrea Santarelli conquistano l’argento arrendendosi solo in finale, persa nettamente per 45-31 contro la Francia. Una corsa quasi perfetta la loro nella spada a squadre, che raddrizza un’edizione olimpica sottotono per la scherma azzurra, solitamente uno dei principali bacini di medaglie per la spedizione italiana.

E invece alla fine sono arrivati loro. I tre ragazzi di Catania che hanno conquistato il Brasile: Enrico Garozzo, fratello di Daniele, oro nel fioretto, Paolo Pizzo e Marco Fichera. Più Andrea Santarelli, nato a Foligno. Avevano voglia di riscatto dopo una gara individuale magra di soddisfazioni per tutti. E se la sono presa stendendo la Svizzera nei quarti, l’Ucraina campione del mondo nel 2015 in semifinale per poi andarsi a giocare l’oro contro la Francia di Jérent, Grumier, Lucenay e Borel.

E a loro si sono arresi, messi sotto fin dalla partenza, con Borel – 38enne di grande esperienza – a mettere in difficoltà gli azzurri. La Francia è partita forte, ha raggiunto le 11 stoccate di vantaggio sul 30-19 con il transalpino capace di chiudere positivamente ben dieci attacchi contro Garozzo. Ma più in generale tutta la squadra francese ha fatto meglio dell’Italia, meritando il titolo olimpico ma non cancellando la grande giornata degli azzurri.

Per i quali erano stati indicativi già gli assalti di apertura contro la Svizzera. Grande concentrazione da parte di tutti, partenza a razzo e il trio Steffen-Kauter-Heinzer messi all’angolo con un 45-32 mai in discussione con i rossocrociati che hanno spesso chiuso in anticipo gli assalti nella speranza di trovare la quadra e sono arrivati a subire anche un distacco di 16 stoccate. Un percorso simile contro l’Ucraina, infilzata subito in avvio e poi regolata con autorevolezza fino al 45-33 che hanno spinto gli azzurri in finale, dove si sono ritrovati di fronte la Francia battuta nel 2015 durante i campionati nel mondo nei quarti di finale.

Questa volta gli azzurri è andata in maniera differente davanti ai transalpini ma resta la grande rivincita per Santarelli e i tre catanesi. Paolo Pizzo, già un oro mondiale proprio a Catania nel 2011, è il più grande del gruppo con i suoi 33 anni. Enrico Garozzo, classe ’89, a livello individuale ha ottenuto il miglior risultato con il bronzo mondiale del 2014 a Kazan dove venne sconfitto solo dal sudcoreano Park Kyoung-doo. Mentre Enrico Fichera, nato ad Acireale, è il più giovane di tutti con i suoi 23 anni e a livello giovanile ha dominato nella categoria under 17 e under 21. E a Rio ha rischiato di non andarci dopo un infortunio subito durante la tappa di Coppa del Mondo a Parigi che lo ha costretto a saltare gli Europei. Ha recuperato ed è stato praticamente perfetto in Brasile. La stella più giovane della pedana azzurra. Che grazie alla spada è tornata a splendere e chiude l’avventura olimpica con 4 medaglie. Qualcuna in meno di quelle attese, ma l’argento della spada rende tutto più dolce.