“Sette anni fa quando ho assunto la direzione del Tg3 dissi in un editoriale che avrei voluto un Tg3 corsaro e evidentemente questo non poteva piacere a tutti. Negli ultimi tempi non sono mancate pressioni sgraziate e attacchi sguaiati da settori importanti delle classi politiche, ma il Tg3 non ha perso la sua identità e gli auguro di rimanere saggio e irriverente come è sempre stato”. È in aperta polemica che Bianca Berlinguer lascia la direzione del Tg3 al termine della conduzione del telegiornale delle 19.

“Prima di chiudere stasera, il mio saluto. Questa è stata la mia ultima conduzione. Sono entrata al Tg3 come redattrice da giovane e poi sono arrivata alla direzione sette anni fa”, ha detto Berlinguer nell’editoriale conclusivo, nel quale ha fatto gli auguri al suo successore Luca Mazzà.

“Vivere senza il Tg3 non sarà facile – ha proseguito -. Non sarà facile rinunciare al rapporto quotidiano con voi spettatori, alle critiche aspre, sempre fatte con intelligenza e sentimento, ma anche ai tanti apprezzamenti affettuosi. Non sarà facile fare a meno della tensione quotidiana, dell’entusiasmo e della voglia di raccontare la cronaca, le tragedie e la speranza”. E ha concluso: “Me ne vado con la malinconia tipica di ogni separazione dolorosa, ma anche con la soddisfazione per i riconoscimenti per il costante rispetto del pluralismo arrivate da tutte, ma proprio tutte le parti politiche”.

Ospite a In Onda su La7 la giornalista ha poi spiegato: “Già ho cominciato a lavorare, a vedere come potrebbe essere progettata questa nuova trasmissione di informazione quotidiana, che andrà in onda alle 18,30 in una fascia non facile, con una seconda serata che sarà poi a febbraio, sarà una vita diversa dal tg”.  La Berlinguer ha poi ricordato il suo predecessore: “Sandro Curzi non si è mai assoggettato alla politica, è stato l’uomo che capì l’importanza della Lega. Curzi per me è rimasto il mio maestro come altre persone come Giovanni Minoli, con cui ho cominciato e che mi ha insegnato le tecniche tv e Michele Santoro con cui tornerò a lavorare e ne sono contenta”. Ritornando sulla questione delle pressioni ha poi aggiunto: “In Rai mi sono sempre sentita libera delle mie scelte e mi sono assunta le responsabilità, la libertà è nelle nostre mani. Qualsiasi giornalista Rai lo sa. Ma le pressioni della politica non ci sono solo sulla Rai, la politica tenta di intervenire abbastanza dappertutto”.