Riorganizzazione, abolizione di direzioni, confluenza di direzioni in altri contesti, creazione di nuove direzioni, nuovi incarichi. Il piano di ristrutturazione della Rai ha interessato oltre 1700 persone, ovvero il 15,6 per cento della struttura. A fornire le cifre è il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto che ha concluso la sua audizione in commissione di Vigilanza, dove ha anche risposto ad alcune domande dei parlamentari. “In questo piano che è ancora agli inizi – ha aggiunto Campo Dall’Orto – abbiamo cercato di lavorare per individuare la migliore collocazione possibile per le risorse interne: circa 680 persone sono state interessate da nuove assegnazioni, definitive o temporanee, o trasferimenti. Tra i profili di più alta responsabilità 95 persone, delle quali 44 dirigenti, tra cui 13 direttori, e 51 giornalisti, tra cui 7 direttori, hanno cambiato ruolo. Dove non è stato possibile trovare un’adeguata collocazione interna abbiamo risolto il rapporto di lavoro. Su 25 casi siamo già intervenuti e stiamo lavorando su altri 10″.

Campo Dall’Orto ha annunciato tra l’altro la stabilizzazione di oltre mille persone entro 5 anni. “E’ vero – ammette il direttore generale di viale Mazzini – abbiamo ereditato un gran numero di posizioni dal passato, ma sempre più andremo verso soluzioni mirate. La Rai continua ad assumere e in una prospettiva di medio periodo vuole continuare ad attrarre, con selezione pubblica, il meglio della creatività e del talento del paese. Tra il 2008 e il 2016 abbiamo stabilizzato 2729 persone di cui 601 giornalisti, compresi i vincitori dell’ultimo concorso. Stiamo anticipando l’assunzione di chi rientra nei bacini con un risparmio stimato di 1 milione di euro. Il nostro impegno è di stabilizzare oltre 1000 persone, esattamente 1019, entro i prossimi cinque anni”.

Quanto ai compensi, diventato il tema principale di discussione anche politica di questi giorni, Campo Dall’Orto ha spiegato che il nuovo piano di autoregolamentazione sarà pronto in “tempi brevi, ma ci servono alcune settimane”. “Il piano – ricorda – porterà all’individuazione di fasce per evitare disparità tra i diversi ruoli dirigenziali, prevederà indennità di funzione riassorbibili al termine dell’incarico e un monitoraggio più attento delle performance dei manager, perché bisogna anche trovare un modo per motivare chi lavora. Stiamo lavorando perché non ci siano range troppo alti. Sarà una garanzia per l’azienda, ma anche per le persone. Fondamentale sarà anche il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali”.

Infine il caso di Francesco Merlo, ex editorialista di Repubblica diventato consulente del direttore editoriale per l’informazione della Rai, Carlo Verdelli. “Verdelli, che sta costruendo il piano di informazione, ha ritenuto di portarlo accanto a sé – spiega Campo Dall’Orto – Come nel caso degli stipendi, noi prendiamo quello che arriva, così come le vostre parole: non rimangono lettera morta, ma diventano quotidianità per noi”.