Una bandierina piantata nella città dell’ex governatore Raffaele Lombardo e veri e propri exploit nei feudi del ministro Angelino Alfano e dell’ex senatore del Pd Antonino Papania. È il bilancio del Movimento 5 Stelle nel day after delle elezioni amministrative siciliane. E se sull’isola i pentastellati continuano a crescere, fa registrare una battuta d’arresto il Pd del sottosegretario Davide Faraone e del governatore Rosario Crocetta, fuori dai ballottaggi in centri importanti come Alcamo e Vittoria. Quello andato in onda in Sicilia, per la verità, non era un turno elettorale particolarmente importante dato che alle urne sono stati chiamati 29 comuni, nessun capoluogo di provincia, e solo 15 città con più di 10 mila abitanti, per un totale di 406mila elettori. Ma dato che il 2017 si preannuncia come anno fondamentale per gli equilibri politici dell’isola – si vota alle regionali, a Palermo e in altre città capoluogo di provincia – i dati emersi dal primo turno di queste amministrative formato light hanno comunque il loro peso per le analisi elettorali di partiti e coalizioni.

M5S sbanca nei feudi del Pd, di Lombardo e Alfano – Dopo aver finito di contare i voti nelle prime cinque città italiane, il partito di Matteo Renzi dovrà per forza dare un’occhiata ai risultati arrivati dalla Sicilia, regione che governa dal 2012 con Crocetta e che da allora fa registrare una continua crescita dei 5 Stelle. Dopo Bagheria, Ragusa, Pietraperzia e Gela, i pentastellati vincono le elezioni anche in un altro comune che ha segnato la recente storia politica siciliana: a Grammichele, la città che ha dato i natali all’ex governatore Lombardo, il nuovo sindaco è infatti Giuseppe Purpura. Il M5s, però, potrebbe addirittura raddoppiare i comuni amministrati sull’isola dato che ha conquistato il ballottaggio anche a Favara, Porto Empedocle e Alcamo. Tra quindici giorni Anna Alba e Ida Carmina si giocheranno il secondo turno nelle due città che ricadono direttamente in quello che è, o meglio dovrebbe essere, il feudo di Alfano, il leader agrigentino del Ncd, alleato principe del governo Renzi. Nel caso del comune in provincia di Trapani, invece, Domenico Surdi approda al ballottaggio forte del 48 percento dei consensi, mentre la lista del M5s supera i 31 punti percentuali: il triplo rispetto ai voti raccolti dal Pd, che qui ha amministrato per un ventennio, rappresentato soprattutto dal volto dell’ex senatore Nino Papania, cancellato dalle liste per le politiche del 2013 perché considerato impresentabile dai garanti dem e recentemente condannato a otto mesi per concorso voto di scambio. A sfidare il candidato del M5s, tra l’altro, non saranno i democratici, arrivati soltanto quarti, ma Sebastiano Dara, che ha raccolto il 17 percento sostenuto dalla lista civica Abc, e che quattro anni fa fu sconfitta per appena 39 voti.

Pd perde voti ma conquista 5 ballottaggi
Ma la flessione del Pd non si ferma soltanto alla perdita della storica roccaforte di Alcamo: i dem, infatti, sono fuori dai ballottaggi anche a Lentini, dove si sono piazzati ultimi tra sei candidati a sindaco, e a Vittoria, il centro più grande chiamato alle urne, dove tra quindici giorni si sfideranno l’ex sindaco lombardiano Francesco Aiello (sostenuto però da Sicilia Futura, la lista fai da te dell’ex ministro Totò Cardinale), e Giovanni Moscato, che corre con l’appoggio di liste civiche di centrodestra. Più in generale i dem perdono voti quasi ovunque: tra i due e i sette punti percentuali in meno rispetto alle ultime amministrative nei comuni di Porto Empedocle, Noto, Ramacca, Lentini, Favara. Una consolazione può arrivare proprio dai ballottaggi di Favara e Porto Empedocle (dove i candidati dem affronteranno le due candidate del M5s), ma anche di Noto e Canicattì, mentre a Capo d’Orlando vince a primo turno Franco Ingrilli sostenuto dal centrosinistra.

Forza Italia è scomparsa ma Micciché esulta lo stesso: “Ripartire da qui”
Ci vorrà il ballottaggio anche per scegliere il sindaco di Caltagirone, dove va in onda un classico scontro centrosinistra-centrodestra con Francesco Pignataro che sfida Gino Ioppolo. Uno scenario che ha entusiasmato Gianfranco Micciché, commissario di Forza Italia in Sicilia. “Queste amministrative ci dicono che il centrodestra, unito, resta sempre un’opzione vincente. Ripartiamo da qui”, ha detto l’ex ministro. Caltagirone, infatti, è l’unica città siciliana dove Forza Italia ha presentato una lista con il suo simbolo: per il resto, invece, il partito di Silvio Berlusconi è praticamente scomparso dai radar isolani dove un tempo mieteva sistematicamente milioni di voti. Poco male, però: evidentemente per rallegrare l’umore di Micciché basta e avanza il piccolo, anzi minuscolo successo calatino.