La ossessiva inclinazione dei maschi per il potere io credo derivi da un terrore profondo che hanno per il “vero potere” insito nella donna, capace di dominare in realtà l’uomo. La donna, profondamente diversa dall’uomo, è custode di un potere grande e forte inerente la generazione della vita stessa. Infatti persino nelle mitologie sopra Dio c’è la “Madre di Dio”. Ma questo potere si esplicita anche attraverso malie sessuali, emotive e intellettuali irresistibili che incutono terrore in chi si illude di potersi sempre assicurare il controllo della situazione, senza dover fare i conti con l’abbandono e la profondità, cose di cui spesso le donne sono maestre

Nelle favelas, e in genere negli ambienti più o meno degradati delle città brasiliane, l’ignoranza è molto più profonda di quanto non possa immaginare chi non ci vive. Non si tratta del solo analfabetismo, bensì di ignoranza delle più elementari convenzioni di relazione tra persone, di relazione tra uomo e ambiente, di relazione tra persone e senso stesso della vita. Le persone ormai da decenni crescono in un ambiente dove poco o niente viene trasmesso sul piano umano ed etico.

Si nasce in baracche, si continua a vivere in baracche senza alcun altro orizzonte che altre baracche, a perdita d’occhio. Papà, sempre che questa parola abbia un significato, è in galera, mamma si droga, la zia fa la prostituta. Un giorno sì e l’altro pure sparano, in alcune zone i fori dei proiettili nelle pareti delle case fanno parte del paesaggio. Le relazioni sono fatte in gran parte di reciproca prevaricazione. L’obbiettivo è sopravvivere prima, cercare di avere il più possibile sul piano materiale illegalmente dopo. Incredibilmente succede che in simili posti si riesca a incontrare anche persone di grande valore che, miracolosamente, sono riusciti a rimanere vivi e onesti con lavori occasionali o quasi normali.

Non si tratta di eccezioni, anzi forse sono addirittura la maggioranza. Purtroppo però i totali oscurati accecati dalla violenza sono molti anch’essi e sono radicati nella loro profonda oscurità. Non è affatto sufficiente diventare calciatore, magari ben pagato, per strapparsi da questa infernale condizione. Gente così è capace di uccidere senza motivo, figuriamoci stuprare in trenta una donna che ritengono al di là di ogni dubbio una puttana senza amore, come forse per molti di loro è veramente stata la madre.

In una situazione così non bastano più le leggi. Lo stupro selvaggio dei giorni scorsi non è che la punta di un iceberg. Lo stupro nascosto è all’ordine del giorno e i bambini scomparsi, mediamente 50.000 ogni anno, di solito, secondo la polizia, sono uccisi dopo essere stati abusati. Sempre 50.000 circa sono gli stupri ogni anno verso adulti. Senza contare che ciò che avvenga nel profondo di alcune grandi favelas o della sconfinata Zona Norte non lo sa veramente nessuno. Qui le leggi sono molto diverse. Paradossalmente tutto questo avviene negli stessi posti dove hanno origine manifestazioni culturali come il Samba e il Carnevale.

Ed è il Carnevale stesso che esalta la donna, non solo per la bellezza fisica, ma anche per un insieme di caratteristiche che ne fanno ciò che è realmente. Nel segreto, a volte nemmeno tanto, la donna brasiliana, quando non ha ceduto alla droga o alla prostituzione o magari ha vinto su di esse, sorregge il peso di tutta la società, dalla famiglia alle relazioni sociali al lavoro. Spesso gli uomini sono latitanti. E di questi, quelli ai quali per chissà quale ragione pesa di più la loro deplorevole e meschina condizione di perdenti, sono coloro che non vedono altra soluzione al loro fallimento di accanirsi contro qualsiasi cosa. Oggi è una donna, domani un poveraccio qualunque.

Forse una donna devastata da un branco di perdenti è per essi più sugoso, visto che probabilmente, indipendentemente dall’età che hanno, daranno la colpa del loro fallimento alla mamma, come qualsiasi imbecille incapace di prendersi le proprie responsabilità. Ma alla fine dei conti il Brasile si sta già sollevando contro questo scempio. C’è un limite a tutto. D’altra parte solo una virata profonda nella consapevolezza personale e globale può salvare da una simile situazione. Le leggi, come già rilevato, non possono più bastare e la polizia è corrotta.

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Questa foto la ritengo emblematica e forse contribuisce a spiegare il terrore di questi codardi per la donna. Qui è lo stereotipo di “pezzo di figa” provocante al Carnevale Carioca, costruito nel tentativo disperato di incasellare la prorompenza energetica femminile in un corpo in costume, attraente e divertente da vedere. Ma si tratta solo di un gioco, pieno di ironia, e ne sono ben coscienti gli architetti del Carnevale, vista la crescente consapevolezza delle donne per il loro potere erotico, emotivo, generativo e spirituale. Un tempo chi temeva (perché le invidiava e le bramava) questo tipo di donne le chiamava streghe. Forse proprio il manifestarsi di nuove streghe, che a qualcuno fanno tanta paura, ricche del potere dell’acqua, dello spirito e della profondità è il segnale dell’avvicinarsi di un’era nella quale il potere materiale avrà finalmente un ruolo secondario. E in equilibrio, femminile e maschile, permetteranno veramente di godere appieno della Vita.