Da quando ha deciso (legittimamente) di inseguire le generaliste sul loro stesso terreno, Sky è entrata in una sorta di confusione molto pericolosa, quasi al limite della schizofrenia contenutistica. Se da un lato, infatti, portare la competizione e la concorrenza sullo stesso terreno delle sonnolenti e vetuste Rai e Mediaset è cosa buona e giusta e può dare una scossa all’intero panorama televisivo italiano, dall’altro il rischio è che siano le vecchie logiche della tv “popolare” a intaccare l’identità fino a questo momento chiarissima della pay tv satellitare di Rupert Murdoch. L’ultimo campanello d’allarme in ordine di tempo riguarda la composizione della giuria della prossima edizione di X Factor: confermato solo Fedez, hanno salutato tutti Mika, Elio e Skin. Il primo ha fatto bene, visto che ormai si stava logorando assai come personaggio televisivo (come giudice non è mai stato granché), mentre la cantante degli Skunk Anansie è stata la delusione della scorsa edizione: inadatta, totalmente impedita con l’italiano, ha portato in giuria un’aria di birignao musicale insopportabile, con il risultato che nella nona edizione di X Factor abbiamo assistito ad assegnazioni al limite dell’insurrezione popolare.

Al posto dei tre fuggiaschi arrivano tre signori che non c’entrano una mazzafionda l’uno con l’altro e anche singolarmente (e da un punto di vista prettamente televisivo) lasciano più di qualche dubbio. Trattasi di Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, Arisa e Alvaro Soler. Il ritorno di Arisa è cosa gradita assai, perché Rosalba Pippa da Pignola è un personaggio televisivo fantastico. Quando va a briglia sciolta (cioè spesso e quasi sempre suo malgrado) è un vulcano di spontaneità deliziosamente imbarazzante. Il suo “Sei falsa Simona, cazzo!” rivolto a Simona Ventura in un X Factor di qualche anno fa è rimasto nell’immaginario collettivo e nella storia recente del piccolo schermo. Peccato, però, che quella sfuriata provocata dall’eliminazione dei sin troppo crepuscolari Frères Chaos, le era costata la riconferma. Ma i tempi cambiano e adesso Arisa ha l’autorevolezza e l’esperienza giuste per tornare sul luogo del delitto.

Su Manuel Agnelli si sta discutendo tanto, forse troppo, sui social network. Trattasi, però, di discussione di carattere prettamente musicale (con la solita disputa tra rock e pop, apocalittici e integrati, snob e trash). Dal punto di vista televisivo, Agnelli non sembra proprio una grande scelta: non è certo un simpatico naturale, non è mai stato troppo a suo agio in tv, ha sempre snobbato clamorosamente piccolo schermo e talent show. Ma scegliere Agnelli come giudice sembra solo un captatio benevolentiae nei confronti del pubblico più “alto” del format, prima di piazzare l’inattesa e sconcertante ultima scelta: Alvaro Soler. Sì, il talent più raffinato della televisione italiana sceglie un ragazzotto spagnolo senza arte né parte, noto solo per un orrido tormentone estivo, come giudice al posto di Elio o di Mika. Roba che se l’avesse fatto Maria De Filippi, saremmo in piazza con i forconi in mano. Soler è belloccio, è amato dai giovanissimi, è amato sui social: è perfetto, dunque, per agganciare un certo tipo di pubblico più disimpegnato ma che è prezioso per Sky. Va bene tutto, arriviamo persino a comprendere la scelta di “marketing”. Ma davvero non si poteva trovare nessuno più degno di sedersi su quella poltrona? Davvero basta la botta di culo di un tormentone estivo per guadagnarsi i gradi di giudice in un talent show?

Qui non si tratta di snobismo o di ignoranza delle dinamiche che muovono il paese reale. Qui si tratta soltanto di capire che senso televisivo ha questa operazione schizofrenica. Forse Sky ha assaporato le prime gioie del pubblico di massa e ora non riesce più a farne a meno. Forse ha deciso di accontentare tutti, ma proprio tutti, e come succede ogni volta che si intraprende questa strada, rischia di non accontentare nessuno. Siamo tutti stati bambini, e quando ci chiedevano “Cosa vuoi fare da grande?” snocciolavamo una lista interminabile di mestieri assurdi che non avevano alcun nesso l’uno con l’altro: l’astronauta, il dottore, l’idraulico, il calciatore, il contadino, l’avvocato, il veterinario, lo spurgatore di pozzi neri, l’escort, la ballerina, lo scienziato, e via così ad libitum. Ecco, Sky sembra in questa fase: da grande vuole fare tutto. La giuria del nuovo X Factor è il primo banco di prova: guarderemo e analizzeremo. Ma le premesse sono tutt’altro che confortanti.