Mentre le prime fiamme avvolgevano la torcia olimpica in viaggio verso l’apertura dei giochi di Rio2016, le onde dell’oceano travolgevano, distruggendoli, i fragili pilastri della pista ciclabile costruita a strapiombo sul mare. Nelle stesse ore in cui il presidente del Coi (Comitato olimpico internazionale) si diceva fiducioso sullo svolgimento delle prime storiche Olimpiadi in un Brasile pur alle prese con una grave instabilità politica, l’eco di una drammatica instabilità strutturale metteva in crisi ancora una volta la credibilità delle autorità brasiliane. Un’inquietante coincidenza interpretata da tutti come cattivo presagio.

Niente superstizione, però. L’ombra che si allunga sulla Cidade Maravilhosa e sulle strutture sportive realizzate in vista delle Olimpiadi di agosto, è quella molto più concreta della corruzione. Il crollo dei 50 metri della pista ciclable costato la vita ad almeno due persone, arriva a pochi giorni dall’apertura nella Camera Municipale di Rio di una Commissione Parlamentare di Inchiesta (Cpi), istituita per far luce sulle opere realizzate in città in occasione dell’evento sportivo. Troppe le anomalie e le denunce arrivate da ogni parte negli ultimi anni, inascoltate dalla politica e dalla magistratura. Tante da non poter più evitare di aprire una discussione seria. Un dibattito che arriva però ex post. Quando il grosso delle strutture appaltate è stato già ultimato e i fondi stanziati, quasi tutti spesi.

Visto l’evento tragico di giovedì 21 aprile, è probabile che gli accertamenti della commissione partano proprio dalla pista ciclabile “Tim Maia”. L’opera, inaugurata in pompa magna appena tre mesi fa e costata circa 44 milioni di Real (circa 10 milioni di euro), è stata infatti costruita dall’impresa di famiglia del segretario municipale al turismo, Antônio Pedro Figueira de Mello. Il politico è nipote del fondatore dell’impresa e l’attuale presidente, Mauro Vieigas Filho, è suo zio. De Mello è uno degli ‘assessori’ più vicini al Prefeto Eduardo Paes già tesoriere del suo partito, il Pmdb, durante le due campagne elettorali vinte da Paes.

La polizia civile ha aperto un fascicolo di indagine sul crollo e i membri della Camera municipale hanno già iniziato a raccogliere gli atti relativi all’affidamento dell’appalto al gruppo “Concremat Engenharia”, per verificare se ci siano stati favoritismi e irregolarità. E c’è da esaminare anche su quali basi la ciclovia sia stata collaudata. In base alle primissime verifiche tecniche effettuate dopo il tragico crollo, sarebbe infatti emerso che l’impianto non fosse stato concepito per sopportare il continuo impatto delle onde sui pilastri. Incredibile per una struttura costruita praticamente in mare.

Pur senza la tragedia, visti i suoi 44 milioni di Real di valore, la pista ciclabile sarebbe stata comunque tra le priorità nelle indagini della Commissione parlamentare chiamata a fare chiarezza sugli appalti olimpici. Le due società Contemat e Concrejato che compongono il gruppo Concremat Engenharia sono infatti tra quelle che maggiormente hanno beneficiato di appalti negli ultimi atti. Durante la gestione di Paes il gruppo, quantifica il quotidiano Folha, ha visto aumentare di 18 volte il volume degli affari con la Prefettura. Tra il 2000 e il 2008 ha ottenuto 16 contatti del valore complessivo di 24,8 milioni di Real.

Tra gli obiettivi della commissione d’inchiesta autorizzata il giorno 12 aprile c’è quello più ambizioso di verificare i collegamenti tra l’inchiesta Lava Jato sullo sfacciato schema di corruzione tra Petrobras, partiti politici e imprese; e le opere olimpiche. Questo perché le imprese investigate nel maxigiro di tangenti che ha travolto un’intera classe dirigente, hanno intercettato il 73% degli investimenti stanziati per le opere legate alle Olimpiadi. Dei 37,6 miliardi di Real complessivi spesi per Rio2016, ben 27,4 sono finite nelle casse di Odebrecht, OAS, Mendes Junior, Queiroz Galvão e Camargo Correa.

Twitter: @luigi_spera