Con la primavera inizia la stagione di comunioni, cresime e, naturalmente, matrimoni. Dopo cerimonie e giuramenti dove festeggiare? Ristoranti e agriturismo sembrano inadatti a ricevere parenti e amici? Ed allora ecco l’idea! Nuova e unica! Il Circo Massimo, in pieno centro, a Roma. Uno spazio un po’ ambizioso. Di certo non per tutti. Ma il successo è garantito. Insomma non solo concerti, eventi di ogni tipo e festeggiamenti sportivi.

circo massimo

La delibera disposta prima di Pasqua dal commissario Tronca e adottata con i poteri dall’Assemblea capitolina apre le porte dell’area archeologica più trascurata della Città. Modificando la determinazione del 19 febbraio scorso, nella quale si erano fissate le tariffe per l’utilizzo del sito, in sostituzione di “concerto a pagamento” compare la dicitura “eventi privati”. Con tanto di giustificazione. In modo da “ricomprendere nella tariffa medesima una gamma più ampia di possibili tipologie di utilizzo da parte dei richiedenti la concessione”, si dice nella delibera. Ma in sostanza sarà possibile affittare il Circo Massimo per 15mila euro al giorno. Chi potrà avrà la possibilità di far suo almeno per 24 ore un luogo straordinario, realizzandovi l’evento privato. Quindi alienandone la pubblica fruizione. Questo uno dei punti della questione. Decidere di continuare a far cassa con siti e luoghi d’indiscusso valore storico. Proseguire nella politica della valorizzazione spinta oltre più ragionevole misura.

Non sorprende che il nuovo caso si verifichi a Roma, dove questo modello di Patrimonio da monetizzare viene sperimentato ovunque possibile. Piuttosto stupisce che la decisione sul Circo Massimo, una decisione così tranchant rispetto al recente passato, sia stata presa da un Commissario chiamato a governare l’ordinaria amministrazione della città. Già perché il passaggio da “concerto a pagamento” a “evento privato” è tutt’altro che irrilevante. E’ un passaggio fondamentale nel governo della Città. Anzi, sembra addirittura qualcosa di più. Un indirizzo sulla Roma che verrà. Così l’invaso tra via dei Cerchi e via del Circo Massimo diventa ufficialmente uno spazio “neutro”. Il luogo senza identità da mettere a profitto. Come possibile. Decretandone la funzione di spazio-eventi. Facendone sostanzialmente il luogo nel quale celebrare incontri. Pubblici e privati.

In una città nella quale la campagna elettorale in vista delle elezioni per il sindaco, nel prossimo giugno, prosegue senza grandi clamori, anche una questione come questa sembra essere stata derubricata a poco più che trascurabile. Nonostante il Circo Massimo sia da sempre un elemento  “dismesso” della Città. Urbanisticamente e culturalmente. Nonostante l’utilizzo determinato dalla nuova delibera contribuisca a farne uno spazio ancor più senza qualità. Un Bene Comune arbitrariamente trasformato nel “giardino a pagamento” dove festeggiare l’evento privato.

La Città di Tutti è sempre più lontana. All’orizzonte sembra esserci spazio soltanto per una sempre più confusa città di tanti poveri ed un’ordinata città di pochi ricchi.