Enough is enough”, “Quando è troppo, è troppo”, cantavano Donna Summer e Barbra Streisand. Lo hanno detto anche i tifosi del Liverpool sabato scorso, quando al ’77 della sfida contro il Sunderland in diecimila hanno deciso di abbandonare lo stadio in segno di protesta contro il carobiglietti deciso dalla proprietà. La Kop, la mitica curva di Anfield Road, senza i suoi abitanti. Non era mai successo nella storia. E per il calcio inglese è stato uno choc. Al punto che i club della Premier League temono un effetto a catena, e la dirigenza dei Reds ha già annunciato di essere pronta a fare marcia indietro sulle nuove tariffe.

Il costo del prezzo dei biglietti per lo stadio è da sempre un tema molto acceso nel football inglese: i tifosi accusano dirigenti e pay-tv di aver trasformato il pallone, lo sport della working class, in un lusso da turisti. Anche i numeri lo confermano: secondo un report della Bbc, dal 2011 il costo dei biglietti della Premier League è cresciuto del 13%. E continua a farlo: l’ultimo aumento è quello varato dal Liverpool, che ha deciso di portare da 59 a 77 sterline l’accesso alla Main Stand di Anfield Road. Inutili le giustificazioni del club: gli investimenti sostenuti per ristrutturare l’impianto, il fatto che il 64% dei ticket sia rimasto a prezzo invariato o addirittura ridotto. Per il gruppo storico Spion Kop 1906 “è solo una maniera per spillare più soldi ai tifosi”. Così sabato è andato in scena il primo sciopero della storia di Anfield.

Enough is enough”, hanno scritto i tifosi su uno striscione esposto in curva. Poi, al ’77 minuto di gioco (proprio la cifra del nuovo prezzo fissato dalla società) hanno lasciato gli spalti. Una prima serrata da parte di alcune associazioni c’era già stata a ottobre 2015, ma stavolta la mossa dei sostenitori dei Reds ha avuto particolare clamore: la Kop è una delle curve iconiche del tifo inglese, vederla vuota ha spaventato i presidenti della Premier. Anche perché i supporter, oltre a disertare lo stadio, hanno cominciato anche a colpire gli sponsor, boicottando i loro prodotti. La proprietà del Liverpool si è immediatamente riunita dopo la partita, facendo sapere di essere pronta a considerare una revisione delle nuove tariffe: in settimana si terrà un incontro decisivo, nella speranza di evitare ulteriori proteste clamorose nel prossimo weekend. E gli altri club osservano preoccupati, temendo un effetto a catena: sia che lo sciopero si inasprisca ed estenda ad altre curve, sia che ottenga successo e rappresenti un precedente pericoloso. Ma i fan dei Reds sono determinati a dimostrare che il calcio appartiene ai tifosi. La strada, forse, è quella giusta: il Liverpool, la squadra del You’ll never walk alone, sabato pomeriggio si è ritrovata per la prima volta senza i suoi tifosi. E in dieci minuti ha incassato due gol, pareggiando 2-2 col Sunderland una gara che sembrava vinta.

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