Vanità: in questo film sono grasso. Non mi piaccio. Ora sono più magro e senza capelli: una bellezza. Errore: in questo film dico che il sole esploderà. Non esplode ma implode. Comunque ci lascerà. Per il resto questo film fa parte della serie “Dialoghi”.

Ho fatto un dialogo con Silvano Agosti, con mamma (per ora non posso metterlo, dice che mi denuncia se lo faccio!), e un dialogo con me stesso (anche questo non lo pubblico perché potrei denunciarmi da solo). Ne ho in mente altri, verranno.
Dialogare è l’essenza della filosofia. Questo è un dialogo scapestrato, io non sono Socrate. Per fortuna. Preferisco lo champagne alla cicuta.

Anni fa una ragazza testimone di Geova mi disse: “Se per lei Darwin ha ragione mi dica perché le scimmie non diventano più uomini!”. Già. Perché le scimmie non diventano più uomini? Avrei voluto darle una risposta secca, precisa, incontrovertibile. Non mi venne la battuta. Lasciai la conversazione sentendo dentro di me un anello mancante. Giorello, dove eri nel momento del bisogno? Giorello è stato il mio docente di filosofia della scienza alla Statale. Feci due esami di filosofia della scienza, era l’unico modo per evitare Logica. Tendo sempre ad evitare le cose stringenti, e la logica è stringente per definizione. Anche con i vestiti, non potrei mai mettermi dei pantaloni attillati, allo stesso modo non voglio “dei percorsi attillati” nella mia testa.

So solo una cosa, una volta andai allo zoo di Lisbona, e davanti alla gabbia degli scimpanzé un gruppo di turisti iniziò a fare le smorfie, a grattarsi la testa, a emettere suoni scimmieschi per divertimento e derisione. Gli scimpanzé guardavano i turisti con quella che mi sembrò una forma di compassione evolutiva. Un umorista ha scritto che Darwin è stato l’uomo che ha calunniato la scimmia. L’umorismo ha ragione. Questo non è un dialogo sulla religione, su Dio, la vita, la morte, la resurrezione. Argomenti che meritano altri contesti e altri cervelli.

Il senso di questo dialogo è semplice per quanto mi riguarda: due persone hanno chiesto gentilmente di parlare con me. Ho risposto di sì, e ho chiesto il permesso di filmare il dialogo, il permesso è stato accordato con cortesia. Sono ateo, un ateo che non crede nemmeno al proprio ateismo, e la mia unica religione è la cortesia, la profonda cortesia di accogliere chi è diverso da me: tutti.

Aforisma del giorno:

Mi sento incline a ogni forma di felicità, ma la mia preferita è la felicità di non essere felice. Non potrei mai essere felice senza
malinconia. Quindi ho una felicità malinconica, a volte ombrosa, una felicità al di sopra di ogni sospetto. E mi scoprono solo quando per strada sorrido a un bambino o a un vecchietto. Alle donne non sorrido, non sorrido perché vorrei mangiarle, e non sorrido mai quando ho fame. Quando ho fame tremo. Ma anche tremare è felicità.

Tremo dalla felicità. E quelle rare volte che mi capita di avere un appuntamento con una donna che mi piace, beh, mi metto a canticchiare, saltello, mi profumo anche l’uccello, e davanti allo specchio ballo. E mi sento cretino. Un cretino felice.
E la malinconia non si scompone, attende, sa che dura poco.