Il problema non è l’età, parola di lupetto. Non è questione di rottamazione o renzismi simili, ma chi frequenta l’ambiente televisivo da protagonista o osservatore non può più far finta di non vedere l’elefante nella stanza. Ci riferiamo a due protagonisti del piccolo schermo italiano che rispondono al nome di Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, conduttori di Striscia la Notizia più o meno dai tempi in cui Annibale attraversava le Alpi con gli elefanti (rieccoli!).

Ebbene, che Striscia la Notizia abbia perso lo smalto di un tempo è ormai cosa nota a tutti, sicuramente anche ad Antonio Ricci che non è certo uno sprovveduto. Invecchiando, Striscia è diventato un programma malmostoso, livoroso, invidiosetto, brontolone, forse proprio come il suo ideatore (anch’egli invecchiato, nel frattempo). Ma la decadenza di Striscia la Notizia, seppure evidente, non è l’argomento principale di questo pezzo. Sì, perché peggio di Striscia la Notizia oggi ci sono solo i suoi conduttori storici. Gli sketch di Greggio e Iacchetti, diciamocelo chiaramente, non hanno mai fatto granché ridere. Sì, i due sono stati bravi in passato a inventare tormentoni, frasi prive di senso entrate nel linguaggio comune, ma la comicità è tutt’altra roba, e da quelle parti si è sempre vista poco.

Con gli anni, Greggio & Iacchetti hanno addirittura perso la loro già esigua carica comica, e oggi i telespettatori di Striscia sono costretti ad assistere a imbarazzanti siparietti, con i due attempati conduttori a ripetere allusioni sessuali sentite mille volte, che un tempo erano comicità pecoreccia, mentre oggi sembrano solo wishful thinking di due ultrasessantenni ingrifati.

Ma la cosa più triste del già triste quadretto quotidiano è la risata registrata, eredità polverosa dei tempi di Benny Hill, che stride assai con l’assoluta mancanza di risate che provocano le gesta per nulla comiche dei due. Loro sembrano gli unici a divertirsi davvero, e un po’ fanno tenerezza. Verrebbe voglia, però, di invitarli a incontrarsi ai giardinetti, dando spazio a qualcosa di leggermente meno giurassico nell’access prime time di Canale 5.

Striscia la Notizia è un monumento in casa Mediaset e gode di un rispetto che si è conquistato nell’arco di quasi trent’anni. Nulla da dire, per carità, ma forse è arrivato il momento di pensare a qualcos’altro. Dalle parti di Cologno, però, di coraggio ce n’è poco. Una rete che si affida più volte a settimana e in momenti diversi della giornata alla telenovelaccia de Il Segreto per fare ascolti, non può avere il coraggio di staccare la spina al programma più famoso della sua storia.

E allora, se proprio dobbiamo sopportare ancora Striscia la Notizia (e con essa un sempre più ingrugnato Antonio Ricci), almeno liberateci da Greggio e Iacchetti, ormai lontane ombre dei già non indimenticabili comici che furono, e che oggi più che fastidio provocano in chi li guarda una certa pena. Nessuno è indispensabile, nessuno può andare bene per tutte le stagioni. Nemmeno loro. Soprattutto loro. E forse è arrivato il momento che qualcuno lo dica chiaramente: c’è un tempo per tutto. E il loro è finito almeno da dieci anni.