Il burqa potrebbe presto essere vietato a Varese. Il sindaco Attilio Fontana conta su un rapido via libera che, nel giro di poche settimane, faccia entrare in vigore l’ordinanza. “La mozione è passata con venti voti favorevoli – ha spiegato Fontana – sette astensioni e uno solo contrario. Sono stato sollecitato a procedere e ho inviato la bozza dell’ordinanza al prefetto affinché possa valutarla e spero che non vi saranno opposizioni“. Una proposta che segue l’approvazione del provvedimento in Canton Ticino, il primo in Svizzera a proibire il velo integrale nei luoghi pubblici. La legge segue la decisione popolare del referendum di settembre 2013, quando il 65,4% dei votanti si era espresso a favore. Ora che nella costituzione cantonale è stato iscritto il divieto di nascondere il volto in luoghi pubblici, le donne che indosseranno il niqab o il burqa potranno essere pesantemente multate. Ora il comitato che aveva lanciato l’iniziativa si augura che l’esempio ticinese faccia scuola in tutta la Svizzera.

A Varese la proposta per vietare il burqa nei luoghi pubblici o aperti al pubblico era stata mossa dal consigliere comunale di Forza Italia Piero Galparoli, e già discussa e approvata a gennaio, seguita da non poche polemiche. Il consigliere comunale aveva indicato i presupposti normativi che legittimerebbero il provvedimento: l’articolo 5 della legge 152/1975 infatti vieta “qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”.

Per Fontana “il periodo che viviamo ci obbliga a tenere conto della necessità della sicurezza dei cittadini e non è una valutazione politica, ma un’esigenza rafforzata anche dall’analisi fatta dal procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio“, che pochi giorni fa aveva dichiararato che burqa e niqab mettono in pericolo la sicurezza“. Il sindaco ha poi assicurato che in ogni caso la giunta non mancherà di “dialogare con le comunità islamiche presenti sul territorio anche in questo senso”.

Da parte sua il prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, non si è ancora espresso: “Non ho ancora avuto modo di leggere il documento – ha spiegato Zanzi – lo valuterò con la dovuta attenzione. Il tema – ha aggiunto – è ovviamente correlato a quanto sta accadendo in questo momento storico. Viviamo nel giusto livello di preoccupazione ma non ho evidenze di situazioni di allarmismo particolare”, ha aggiunto il Prefetto, ricordando che a Varese “ci sono comunità islamiche storiche che conosciamo bene e anche a loro cerchiamo di garantire la sicurezza”.