Una mattinata di perquisizioni, oltre 50 agenti impegnati e un’accusa di evasione fiscale. Le indagini sull’assegnazione del Mondiale 2006 alla Germania entrano nella Federcalcio tedesca. Subito dopo l’apertura degli uffici decine di investigatori si sono presentati. Mentre altri hanno bussato alla porta di casa di due dirigenti coinvolti nell’affaire: il presidente della DFB, la federazione tedesca, Wolfgang Niersbach e il suo predecessore Theo Zwanziger. Le autorità di Francoforte sul Meno spiegano che l’attività – sotto sequestro sono finiti pc e documenti – è legata all’assegnazione della Coppa del mondo e ai 6,7 milioni di euro girati dalla Federcalcio alla Fifa, come era emerso da un’inchiesta del Der Spiegel alcune settimane fa.

“Stiamo effettuando controlli per cercare materiale che dimostri i sospetti di evasione fiscale”, è stato il commento di un investigatore alla Bild. Un’accusa grave che la DFB aveva respinto dopo lo scoop del settimanale tedesco. Se da un lato la federazione ha aperto un’inchiesta interna per far luce sui pagamenti effettuati alla Fifa, dall’altra ha infatti rigettato l’ipotesi secondo qui quei soldi siano serviti per compare i voti al fine di ottenere i mondiali. Anche se su quell’assegnazione in passato in tanti avevano sollevato da dubbi, compreso l’ex plenipotenziario della Fifa Sepp Blatter. Ora il polverone investe i vertici del calcio tedesco, visto che l’attuale presidente Niersbach all’epoca era il numero due del Comitato promotore e Zwanziger era il tesoriere del comitato e il presidente della DFB.

La ricostruzione del Der Spiegel era stata molto dettagliata. Tutto si sarebbe consumato prima del 6 luglio 2000, quando la Fifa decise di assegnare i Mondiali alla Germania. La vittoria arrivò al fotofinish sul Sudafrica, favorito e poi Paese ospitante nel 2010, grazie a un voto in più. Il Comitato promotore per raggiungere quel risultato avrebbe creato un fondo nero facendovi confluire 6,7 milioni di euro versati dall’ex Ceo di Adidas, Robert Louis Dreyfus. E una parte di quel denaro sarebbe servito per comprare i voti di quattro rappresentanti asiatici del comitato esecutivo Fifa che votarono a favore di Berlino.