Ci sono domeniche, domeniche insopportabili, mi sento tutto accartocciato, il cuore sembra il residuo di un’epoca primitiva, ancestrale, e il suo torcersi nel petto sa di animale ferito. In queste domeniche dove il tempo si congela, e la gratuità della vita appare evidente come un enigma svelato, solo la musica mi aiuta, mi libera dall’angoscia di una mortalità senza fuochi d’artificio.

Ho la fortuna di avere un amico pianista, Nicola Gelo, e ascolto spesso la sua musica, le improvvisazioni al pianoforte che mi spedisce da Santa
Marinella. Questa musica è un dono, e per me è anche uno specchio, sono due solitudini comunicanti, quella di Nicola e la mia. Le sue note mi entrano
nel sangue e mi spingono a muovermi, a uscire per incontrare il mondo, e per filmarlo con i miei occhi. La musica di Nicola è la colonna sonora di
un’amicizia, è il piacere di stare assieme a distanza, e sono io che vesto con le mie immagini le sue note. Senza musica la vita sarebbe un errore,
così scriveva Nietzsche. Scagli la prima pietra il primo che non è d’accordo. Sulle note di questa improvvisazione ispirata a Quando di Pino Daniele
ho girato le immagini di Un’altra domenica. Grazie Nicola, un abbraccio.

Pensiero del giorno

La cortesia dei calzini:

Ieri notte prima di andare a letto mi sono tolto i calzini, un gesto che faccio sempre, difficilmente vado a letto con i calzini. Ma ci sono gesti quotidiani che s’illuminano di una particolare rivelazione, inaspettatamente, all’improvviso. E togliersi i calzini ieri era come una spoliazione, un saccheggio naturale della mia mortalità, un avvicinarsi stropicciato all’eternità, all’assoluto. Liberarsi del mondo, il mondo che vive nei calzini, per accedere a una dimensione di purezza, di nudità indifesa ma quieta. A volte, solo a volte, morire è un atto di cortesia inesplicabile.