A tre settimane dalle elezioni anticipate del 1° novembre un nuovo, sanguinoso attentato sconvolge la Turchia. C’erano centinaia di persone alla stazione ferroviaria di Ankara, inclusi i rappresentanti di diversi sindacati, organizzazioni della società civile ed esponenti del Partito Democratico del Popolo filo curdo. Tutti riuniti per la manifestazione pacifica organizzata dal partito curdo Hdp – entrato in Parlamento per la prima volta a giugno – per chiedere la fine del conflitto tra lo Stato e i separatisti curdi del Pkk. Ma due esplosioni – avvenute a distanza di pochi minuti l’una dall’altra (video) – hanno provocato la morte di almeno 97 persone, ha comunicato il procuratore della capitale, e il ferimento di altre 186. Per il governo si tratta di un “attacco terroristico” e i responsabili dell’attacco, scrivono i media locali mentre sono in corso le verifiche delle autorità, sono stati due attentatori suicidi, che si sono fatti esplodere tra la folla. Una pista che è al vaglio del ministero dell’Interno, come ha spiegato Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito di opposizione turco, il socialdemocratico Chp.

A terra ci sono resti di corpi umani e la stazione è stata gravemente danneggiata. Il corteo, che doveva svolgersi sotto lo slogan Pace, lavoro e democrazia e aveva anche l’obiettivo di protestare contro l’escalation di violenza nelle regioni curde della Turchia, è stato annullato e gli organizzatori hanno invitato i partecipanti a tornare a casa e chiesto a quelli che stavano raggiungendo Ankara da altre città di tornare indietro nel timore di ulteriori attacchi.

Hdp (partito filo-curdo): “La polizia ha attaccato le persone che cercavano di portare via i feriti” – Alla “marcia pacifica e democratica” era prevista la partecipazione di membri della Confederazione dei dipendenti del settore pubblico (Kesk), della Confederazione dei sindacati rivoluzionari dei lavoratori (Disk), l’Unione degli architetti e ingegneri turchi (Tmmob) e l’Assosciazione dei medici turchi (Ttb). Prevista anche la partecipazione del leader del partito filo curdo Hdp, Selahattin Demirtas, che stava finendo di preparare il discorso che avrebbe tenuto nella città a maggioranza curda di Diyarbakir quando sono avvenute le esplosioni. E proprio il partito di Demirtas su Twitter ha denunciato che “la polizia ha attaccato le persone che cercavano di portare via i feriti dal luogo dell’incontro”.

Demirtas: “Erdogan ha le mani sporche di sangue” – Il partito filo-curdo punta il dito contro il governo. Selahattin Demirtas, leader dell’Hdp,  ha accusato il partito dell’Akp del presidente Erdogan di avere “le mani sporche di sangue” e di ”sostenere il terrorismo”. Nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’Hdp ad Ankara, Demirtas ha affermato che il popolo della Turchia ha diritto alla libertà di espressione, ma che è costretto a sostenere il governo. “In questo paese, chiunque parli contro il governo viene distrutto. Se non si sostiene il governo si viene privati dei diritti umani fondamentali e delle proprie ricchezze”, ha detto alla stampa Demirtas, secondo cui ogni volta che il suo partito dà il via a un evento di campagna elettorale si verifica un attentato. “Purtroppo si è verificato un altro massacro e coloro che si erano riuniti per manifestare per la pace sono stati brutalmente feriti e uccisi. Ci ricorda l’esplosione a Suruc“, ha detto Demirtas facendo riferimento all’attentato del 20 luglio, rivendicato dallo Stato Islamico, nel quale hanno perso la vita 33 esponenti di un gruppo socialista giovanile.

Erdogan: “Attacco all’unità del paese” – A seguito dell’attentato, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha cancellato gli impegni che aveva in programma a Istanbul e il premier turco Ahmet Davutoglu ha convocato una riunione urgente sulla sicurezza nella sua residenza ufficiale. Presenti il vice premier Yalcin Akdogan, il ministro della Sanità Mehmet Muezzionglu, il ministro degli Interni Selami Altinok, il capo della polizia, quello dell’intelligence e il sindaco di Ankara, come ha riferito la Cnn turca. “Condanniamo con forza questo attacco che prende di mira l’unità. Siamo contro ogni forma di terrorismo”, ha detto il presidente.

Pkk: “Stop ad attacchi contro Ankara” – La leadership del Pkk, Partito dei Lavoratori curdo considerato “terrorista” dalle autorità curde, ha chiesto ai suoi militanti di non attaccare più le autorità di Ankara, a meno che loro o il popolo curdo siano attaccati. Lo si legge in un comunicato del Gruppo delle comunità in Kurdistan, il Kck, nel quale non si fa alcun riferimento al duplice attentato. Nel comunicato non si parla nemmeno di un cessate il fuoco, anche se ci sono elementi per credere che il Pkk potrebbe annunciare una tregua alla vigilia delle elezioni che si terranno il 1° novembre. Giovedì un leader del Kck, Bese Hozat, ha scritto sul giornale curdo Ozgur Gundem che la proclamazione di un cessate il fuoco del Pkk prima delle elezioni potrebbe contribuire al successo del partito curdo Hdp.

La situazione politica: il 1° novembre si vota – Gli attentati giungono a tre settimane dalle elezioni parlamentari e in un momento in cui il Paese affronta diverse difficoltà, da una parte nel sudest per gli scontri con il Pkk e dall’altra al confine con la Siria. Tanti i precedenti. I più recenti sono l’attentato quello di Diyarbakir, capitale del Kurdistan turco che si trova a sud-est della Turchia, durante la manifestazione del Partito Democratico Popolare (Hdp) filo-curdo, di Siirt, e quello del 20 luglio a Suruc, con 33 attivisti morti. Il 1° novembre i turchi tornano alle urne. Le precedenti elezioni si erano tenute lo scorso 7 giugno, ma da allora nessun partito era riuscito a dare vita ad un’esecutivo dopo che l’Akp non era riuscito a conquistare la maggioranza assoluta, fermandosi a 258 deputati su 550, a causa dell’exploit del partito filo curdo Hdp, che aveva raggiunto per la prima volta nella Storia il 10% ed era entrato in Parlamento.

Leader Chp: “Dobbiamo agire con il massimo impegno congiunto” – Il leader del partito del Popolo repubblicano Chp, Kemal Kilicdaorglu, ha condannato la duplice esplosione. La Turchia non si merita questo, ha detto Kilicdaorglu, annunciato che il suo partito ha annullato tutti gli impegni in programma per oggi. Il partito del Popolo repubblicano Chp è pronto a fornire qualsiasi sostegno per mettere fine al terrorismo, ha proseguito il suo leader, affermando che “dobbiamo agire con il massimo impegno congiunto”. Il numero due del Chp, Gursel Tekin, ha quindi affermato che molti deputati del suo partito avevano in programma di partecipare alla marcia per rinnovare la richiesta di pace in Turchia.

Polizia ferma leader di un gruppo di estrema sinistra – La polizia turca ha arrestato uno dei leader del Partito-Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (Dhkp-C), gruppo di estrema sinistra fuorilegge in Turchia. Identificato con le iniziali S.M., l’uomo è stato arrestato con l’accusa di essere il leader del Dhkp-C a Istanbul e di star preparando un attentato terroristico. La polizia ha quindi spiegato che stava seguendo l’uomo da tempo e che era già stato arrestato nel dicembre del 2012 nella provincia nordorientale di Edirne. Insieme a lui era stato arrestato un uomo che poi ha preso parte a marzo all’omicidio del procuratore di Istanbul Mehmet Selim Kiraz.