Viveva da più di 15 anni a Watamu una località turistica tra Monbasa e Malindi, Andrea Maffi ritrovato cadavere nella sua abitazione keniota. La notizia, riporta da L’Eco di Bergamo, è arrivata ieri sera ai suo familiari a Villongo, ad avvisarli un amico di famiglia. Le cause del decesso sono ancora da accertare e non viene escluso l’omicidio. La polizia scientifica di Mombasa si sta occupando dei rilievi sul corpo.

Non sappiamo – ha raccontato il fratello al quotidiano di Bergamo – ancora nient’altro di più preciso, non sappiamo nemmeno se credere a quello che ci hanno detto… È vero che da qualche giorno mio fratello non rispondeva al telefono, né ai messaggi di WhatsApp, ma poteva anche non essere un segnale particolarmente grave, era già capitato”. 

Maffi, 40 anni, aveva iniziato a lavorare nei villaggi turistici costieri tra Malindi e Mombasa. Si era successivamente specializzato nell’organizzazione di safari per gruppi di italiani. L’ambasciata d’Italia a Nairobi è in contatto con i familiari della vittima, già in viaggio verso Watamu.

Tanti i messaggi di cordoglio e di incredulità pubblicati sulla sua pagina Facebook da amici e persone che, con lui, condividevano la passione per i safari e per l’Africa, un continente che amava profondamente. Giusto lo scorso martedì 30 giugno, l’uomo aveva pubblicato un post con il quale rassicurava un’amica sul clima di tranquillità in Kenya malgrado l’emergenza scattata dopo l’attentato sulle spiagge di Sousse in Tunisia.

Qualcuno, tra i suoi amici, parla addirittura di omicidio. “Riposa in pace Andrea Maffi e che prendano e puniscano il colpevole molto in fretta”, scrive Iris T. “Hanno ucciso Andrea Maffi. La stessa Africa che tanto amavi e che tanto ti ha dato, ha spento per sempre il tuo splendido sorriso”, aggiunge Daniele M.; “Come si può fare del male e ammazzare un persona bella come te?” si chiede Fabio F.; “A chi ti ha ammazzato auguro tutto il male di questo mondo! Avevi il Kenya nel cuore, eppure quello stesso Paese ti ha tradito. Io non posso crederci” firma Federica M.