Da Francesco Guccini a Umberto Eco, passando per Valerio Massimo Manfredi, Don Ciotti, Samuele Bersani, Romano Prodi e Alessandro Bergonzoni. E’ un calendario da 60 appuntamenti e 200 speaker d’eccezione, tutti rigorosamente incoronati d’alloro all’ombra delle Due Torri, quello della ReUnion di Bologna, il raduno di ex studenti, primo in Italia nel suo genere, che l’Università più antica del mondo ha organizzato dal 19 al 21 giugno per celebrare tutti i suoi laureati. “Un’iniziativa – spiega il Rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi – che non è solo un’occasione di festa, ma un ritorno per ripartire, una riflessione collettiva tanto più importante in un momento storico in cui è a rischio il tessuto ideale, sociale, morale ed economico della nostra società”.

Se la sera, infatti, a farla da padrone sarà l’intrattenimento, con musica, concerti, mostre e spettacoli, di giorno a occupare i palcoscenici allestiti in giro per la città saranno i convegni, i talk show, i dibattiti e gli incontri. Tra i protagonisti, i colossi aziendali del territorio, da Ferrari a Ducati, e poi docenti universitari, giornalisti, politici, scrittori. Un’iniziativa per la quale l’Università di Bologna conta di investire circa 500mila euro, 200mila dei quali finanziati dallo stesso ateneo, e 300mila raccolti attraverso sponsor e fundraising. “Vogliamo ripartire dalla cultura – continua Dionigi –  perché io credo che le università italiane possano rappresentare, da un lato, come ha detto Umberto Eco, la comunità reale, a fronte di un mondo che diventa sempre più virtuale, e dall’altro, una di quelle istituzioni che maggiormente possono aiutare un paese ad avere tenuta. La cultura, del resto, è un tesoro inestimabile, e se è in deficit, come accade oggi, a cascata provoca altri deficit, compreso quello del Pil”.

Ad aprire ReUnion, il 19 giugno, la cerimonia di conferimento del titolo a 200 dottori di ricerca in tocco e toga, che si svolgerà in Piazza Maggiore, con il filosofo Massimo Cacciari, il Sindaco di Bologna Virginio Merola eUmberto Eco, fondatore del Dams e di Scienze della Comunicazione, che verrà insignito del Sigillum Magnum d’oro dell’Ateneo. A cui seguirà la proiezione del film quattro volte premio Oscar “L’attimo fuggente” di Peter Weir, interpretato da Robin Williams. Il 20 giugno, poi, si parlerà di libri all’incontro “Da lettori a autori”, ospiti d’eccezione gli scrittori Carlo Lucarelli e Gianluca Morozzi, ma anche di innovazione, con il primo Start up day dell’Università di Bologna. A seguire, tra gli appuntamenti in programma per la manifestazione, “Lo spettacolo dello sport”, con l’ex bomber del Bologna Marco Di Vaio, “Alla ricerca della legalità”, con Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, intervistato dal direttore del Tg3 Rai Bianca Berlinguer, e l’incontro “Da Cimabue a Morandi”, nelle sale dov’è esposta l’omonima mostra, con il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Alle 17, poi, toccherà a “Il dottori del crimine”, appuntamento dedicato alla giallistica e alla medicina del delitto con Giampaolo Morelli, cioè l’ispettore Coliandro.

Cuore della manifestazione, quindi, sarà lo spettacolo in piazza Maggiore di sabato 20 giugno, che dalle ore 22 ripercorrerà le tappe salienti della secolare storia dell’Alma Mater. Narratori, Alessandro Bergonzoni, Paolo Buonvino, Chiara Gamberale, Paolo Grossi, Francesco Guccini, Rula Jabreal, Valerio Massimo Manfredi, Ettore Messina e Romano Prodi. Chiuderanno la serata in musica il cantautore Samuele Bersani e il vincitore dell’edizione 2015 di The Voice Fabio Curto.

Domenica 21 giugno, poi, sarà la giornata delle testimonianze. La mattina, infatti, a Diritto e rovescio i laureati in giurisprudenza dell’Università di Bologna si racconteranno, tra chi ha scelto le professioni classiche, come il giudice della Corte Costituzionale Daria De Pretis, e chi invece ha cambiato strada, come ad esempio Alessandro Bergonzoni e Paolo Cevoli, oggi attori. Successivamente, in piazza Galvani, la parola passerà ai partecipanti al contest ReUnion, alle voci, cioè, di coloro che dopo la laurea bolognese hanno lasciato l’Italia in favore dell’estero, e chi invece ha cercato fortuna in Italia. “I veri protagonisti della manifestazione – spiega Dionigi – coloro che hanno percorso diverse strade e diverse esperienze nel mondo, ma continuano a considerare l’Alma Mater luogo di partenza e luogo di ritorno, e pertanto di riflessione sul passato e sul futuro”.