Sono stati condannati a 14 anni di carcere Martina Levato e Alexander Boettcher, la “coppia diabolica” imputata a Milano per lesioni gravissime per aver aggredito con l’acido, lo scorso 28 dicembre, Pietro Barbini, ex compagno di scuola di lei. Lo hanno deciso i giudici della nona sezione penale del tribunale. I giudici hanno escluso una delle tre aggravanti contestate, ossia quella della crudeltà. Il pm Marcello Musso aveva chiesto per la coppia 15 anni di carcere. Restano le aggravanti dei motivi abietti e della premeditazione. Quando è stata letta la sentenza era presente in aula solo Boettcher, che è rimasto impassibile. I magistrati hanno applicato la misura di sicurezza della libertà vigilata per un periodo “non inferiore a tre anni” nei confronti di entrambi. I giudici hanno anche stabilito a favore di Barbini una provvisionale immediatamente esecutiva da un milione di euro e per i suoi genitori una complessiva da 100mila euro. Il risarcimento complessivo dei danni dovrà essere liquidato in sede civile.

“In cinque mesi e mezzo si è arrivati ad una sentenza, un risultato che in termini di giustizia è ragguardevole” ha commentato il pm Musso parlando con i cronisti. La rapidità con cui si è arrivati ad una sentenza di primo grado, ha spiegato il pm, “è un risultato ragguardevole per un pm ‘sgobbone’ che tra l’altro ha anche altri processi, tra cui un processo con 100 imputati in corso all’aula bunker di San Vittore”. Per Paolo Tosoni, avvocato di parte civile che nel processo rappresentava Barbini, la pena è adeguata: “Siamo soddisfatti, anche per il risarcimento provvisionale da un milione di euro che è molto alto e che è un ulteriore segnale”.

Annuncia ricorso il legale di Martina Levato, Daniele Barelli, “per chiedere una revisione di questa sentenza”. “La questione principale – aggiunge – è la capacità di intendere e di volere di Martina Levato, ci sono problemi seri che devono essere analizzati attraverso un lungo percorso di cura”. Secondo l’avvocato, la condanna “potrà pregiudicare” anche un’eventuale futura decisione del Tribunale per i minorenni sull’affidamento del figlio della studentessa, che è incinta. Per l’avvocato di Boettcher, Ermanno Gorpia, “un aggravante in meno, quella della crudeltà, è comunque un grosso risultato, anche se ora c’è una ricostruzione dei fatti da affidare alla Corte d’Appello”. E, sempre secondo il difensore, in particolar modo la prima perché “Martina ha chiaramente agito in modo ingiustificabile, ma per vendicarsi per quello che secondo lei era un torto”, ossia presunti comportamenti “stalkizzanti” secondo le difese, da parte di Barbini.