I rumors lo preannunciavano già da tempo, ma adesso è ufficiale. La notizia è di quelle ghiotte, che seminano attesa: dopo Woody Allen, anche il nostro Paolo Sorrentino dirigerà la sua prima serie televisiva. Una produzione internazionale, che sarà prodotta nientemeno che dal faro mondiale del settore, l’americana Hbo (la stessa de “Il trono di spade” e “True detective”, solo per dirne due), insieme a Canal + in Francia e Sky in Italia. Paolo Sorrentino, ateo e da sempre allergico a ogni spiritualismo a buon mercato, parlerà di chiesa cattolica. La serie si intitolerà infatti “The Young Pope – Il giovane Papa” e avrà come protagonista Jude Law (già Sherlock Holmes e “talento di Mr. Ripley”).

Tutti gli otto episodi saranno diretti dal premio Oscar per “La grande bellezza”; la sceneggiatura è stata da lui scritta insieme a Tony Grisoni, Umberto Contarello e Stefano Rulli. Le riprese cominceranno quest’estate in Italia per poi toccare Stati Uniti, Africa e Portorico. In molti scommettono nel capolavoro, visto il talento visionario ed esorbitante del cineasta napoletano, il più plausibile erede di Federico Fellini: un regista dall’immaginario così fertile ed eloquente potrebbe trovare proprio nella libertà del piccolo schermo la sua terra promessa.

La prima serie tv firmata Sorrentino narrerà la storia di Lenny Belardo, un italo-americano che nella fiction diventa Papa Pio XIII. “Un personaggio complesso e contraddittorio, di un conservatorismo che confina con l’oscurantismo arcaico, ma pieno di compassione per i poveri e i più deboli”; “un uomo di potere coerente con se stesso, senza tema di perdere consensi”. Nel corso delle puntate Belardo si specchierà nell’abbandono degli affetti personali e nella paura, strisciante e costante, di perdere il suo stesso Dio, che però difenderà sempre a fede tratta, lui e il mondo sconfinato a cui ha dato carne.

Al centro di “The Young Pope” ci saranno inoltre i segni evidenti dell’esistenza di Dio e i segni evidenti dell’assenza di Dio; come si cerca e come si perde la fede; la grandezza e l’insopportabilità della santità; il gorgo delle tentazioni; la sfida senza requie tra l’essere un uomo mortale e l’essere il vicario di Cristo in terra; l’ambivalenza dell’esercizio del potere in uno Stato, come il Vaticano, in teoria retto esclusivamente dai principi del puro amore disinteressato nei confronti del prossimo. “Il Vaticano, la Chiesa, la fede, sono argomenti lunghi e complicati e si prestano di più a una lunga storia – ha spiegato Sorrentino a Cannes, dove il suo film “Youth” è tra i favoriti per la Palma d’oro -. Ho l’opportunità di fare un uso della televisione intelligente e libero, un po’ come per il cinema, qualcosa che fino a dieci anni fa non era possibile. L’ideale per i registi”.