Niente “Berlusconi” nel simbolo di Forza Italia alle Elezioni regionali, in attesa della “piena riabilitazione”. La decisione è stata presa già una settimana fa dopo un confronto interno al partito tra chi voleva che il riferimento al presidente azzurro rimanesse e chi invece consigliava di toglierlo per proteggere il leader da un eventuale danno d’immagine in caso di flop elettorale. Alla fine è stato proprio l’ex cavaliere a scegliere di non mettere per ora la faccia sulle schede, in attesa della piena riabilitazione politica, che secondo lui, dopo aver scontato ai servizi sociali la pena per la condanna Mediaset, arriverà con una sentenza della Corte europea dei diritti umani.

L’ex premier, all’ultima riunione con i suoi deputati, ha precisato che lui tornerà definitivamente in campo solo quando avrà ottenuto la piena dignità e sarà stata riconosciuta la sua completa innocenza. Di certo, non si risparmierà per la campagna elettorale, andrà in tv e farà comizi, evitando però di andare in piazza, perché – ha spiegato l’altro giorno – “possibile bersaglio di attentati dell’Isis”.

In realtà, dicono le malelingue, l’assenza del nome del logo di Fi sarebbe da attribuire al fatto che Berlusconi, sondaggi alla mano, teme un risultato negativo: chance di vittoria ci sono solo in Veneto, Liguria e Campania. D’altro canto, le chance di incassare la vittoria nelle altre regioni sono molto scarse. Quasi a zero in Puglia, a causa delle divisioni interne agli azzurri e al centrodestra che vedono schierati due candidati presidenti: Francesco Schittulli e Adriana Poli Bortone. “L’unità del centrodestra in Puglia è ancora possibile – dice Luigi Vitali, segretario regionale di FI – ma si può trovare solo intorno alla candidata presidente che Fi e Lega sostengono, e a patto che l’altro candidato faccia un passo indietro”, magari immaginando per sé “un’alternativa” che potrebbe essere “un ticket, l’assessorato alla Sanità, o una candidatura in Parlamento”.  Ma non è solo la Puglia a creare incertezza dentro lo stato maggiore di Fi: agitazione si sarebbe registrata anche in Toscana intorno alla scelta di Fratelli d’Italia di allearsi con la Lega e convergere sulla candidatura di Claudio Borghi. Per chiudere le liste comunque c’è ancora qualche giorno e Berlusconi in settimana sarà a Roma anche per fare il punto con lo stato maggiore del partito.