Cinque arresti per l’attacco all’università di Garissa, in Kenya, nel quale sono state uccise 148 persone. Lo ha riferito il  ministro dell’Interno Joseph Nkaissery, secondo quanto riportato dalla Cnn. Tre dei fermati sono i coordinatori dell’attacco, rintracciati mentre cercavano di fuggire in Somalia; gli altri due sono un addetto alla sicurezza e un tanzaniano che non ha alcun legame con l’università. Una ragazza di 19 anni, Cynthia Charotich, è stata trovata a due giorni dalla strage ancora chiusa in un armadio, sotto un mucchio di vestiti, dove si era nascosta per sfuggire ai terroristi. La paura non ha permesso alla studentessa di uscire nemmeno al sentire delle voci dei compagni sopravvisuti e i soccorritori hanno dovuto penare per convincerla di essere lì per metterla in salvo. Ma i militanti somali di al-Shabaab hanno lanciato nuove minacce annunciando altri attacchi mortali nel Paese e una “guerra lunga e orrenda che tingerà le città del Kenya di rosso sangue”.

“Nessuna quantità di precauzioni o di misure di sicurezza potrà garantire la vostra sicurezza, evitare un altro attacco o impedire che avvenga un altro bagno di sangue nelle vostre città” ha annunciato il gruppo integralista in un comunicato. E il portavoce del movimento, Sheikh Ali Mohamud Rage, ha rincarato la dose in un intervento ai microfoni di radio Andalus, emittente vicina ad al Shabaab: “Non vi saranno posti sicuri per i kenioti fino a quando le loro truppe rimarranno in Somalia”. Rage ha poi confermato l’intenzione di prendere di miria gli studenti cristiani dell’ateneo specificando che gli aggressorri “hanno rilasciato gli studenti musulmani quando hanno invaso l’università e ucciso molti cristiani”.

L’università di Garissa, intanto, rimarrà chiusa a tempo indefinito, mentre crescono le polemiche sulla scarsa protezione di cui era dotata. Il presidente Usa Barack Obama ha chiamato il presidente keniano Uhuru Kenyatta per esprimere le sue condoglianze per la stage jihadista annunciando che a luglio visiterà Nairobi. Obama, nella telefonata, ha sottolineato il suo sostegno al governo e al popolo keniano e ha ribadito l’intenzione di rafforzare le cooperazione contro la minaccia terrorista.

Il presidente Kenyatta in un messaggio alla nazione promette una dura risposta agli al Shabaab. Il massacro è stato un “attacco all’umanità – ha dichiarato – e gli al Shabaab non riusciranno a creare un califfato in Kenya”. Sky News riferisce su Twitter che Kenyatta ha indetto tre giorni di lutto nazionale.