Ci risiamo: il leghista Gianluca Buonanno ne ha combinata un’altra delle sue. Ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita ieri sera, l’eurodeputato piemontese con un passato nel Movimento Sociale Italiano, ha pensato bene di definire i rom “la feccia della società”, provocando anche un applauso piuttosto corposo di parte del pubblico in studio. Formigli è subito intervenuto, anche a tutela dell’ospite rom che si era giustamente risentita, ma forse la soluzione in certi casi è evitare di invitare chi già in passato si è distinto più per i suoi toni inaccettabili che per l’acutezza dell’analisi politica.

Una via di mezzo tra Carlo Pistarino e il mitico Carlino di Passerano Marmorito di Giorgio Faletti, Gianluca Buonanno da Borgosesia è ormai entrato di diritto nell’Olimpo degli impresentabili italici. Senza andare troppo indietro nel tempo, basta ricordare le perle che ci ha regalato negli ultimi anni. Siamo nel 2013, a Palermo sta per svolgersi il Gay Pride ed è appena arrivato il sostegno ufficiale della presidente della Camera Laura Boldrini e dell’allora ministro Josefa Idem. Buonanno, che ha per i gay una vera e propria ossessione, non ci sta e commenta da par suo: “Al Gay Pride si vedono delle scene che fanno schifo, scene orripilanti. Il Pride fa schifo. Un bambino che lo vede si chiede: cosa fanno quei pagliacci che sfilano li? Si svolge in posti pubblici e un bambino potrebbe pensare che qualcosa non quadra se vede certe porcherie”.

E ancora: “Se un gay si avvicina e ci prova, se viene a rompermi le palle gli do un calcio nei coglioni”. Momenti di altissima civiltà ospitati, e come ti sbagli, da La Zanzara di Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Ma perché limitarsi ai mezzi di comunicazione quando si può portare il degrado nell’Aula del Parlamento? E allora Buonanno non perde tempo, e comincia una personalissima crociata contro Sinistra e Libertà (ribattezzata Sodomia e Libertà). Il punto più “alto” delle performance buonanniane arriva il 26 settembre 2013: in Parlamento prende la parola il vendoliano Alessandro Zan, omosessuale dichiarato, e il deputato leghista sventola orgoglioso un finocchio. Meraviglie della democrazia parlamentare. Qualche mese dopo, la Camera affronta il tema dell’immigrazione clandestina, altro cavallo di battaglia del Nostro, che stavolta espone una spigola. Espulso.

Deve essere troppo persino per la nuova Lega di ultradestra di Matteo Salvini, e infatti nel 2014 Buonanno è spedito a Strasburgo a fare l’eurodeputato, nella speranza (evidentemente mal riposta) che da quelle parti faccia meno danni.
E invece no. Settembre 2014: Buonanno prende la parola all’Europarlamento e rivolgendosi al commissario finlandese Kaitanen si produce in una battuta che sarebbe sembrata scadente anche al Bagaglino: “Forse lei è abituato a parlare con i suoi connazionali. Faccio un esempio: un noto pilota finlandese di Formula Uno, mi sembra che si chiami ‘Rikkionen’, che guadagna milioni di euro”.

Niente, ennesima figura barbina a livello continentale, rincarata qualche giorno dopo ancora una volta ospite de La Zanzara su Radio24, e ancora una volta sul suo cavallo di battaglia, i gay: “A Borgosesia (città di cui Buonanno è sindaco, ndr) ci saranno una decina di gay, ma può darsi che siano aumentati. Fosse per me li schederei. Visto che vogliono pubblicizzare il loro amore, segniamoli su un registro. Se mi chiedessero di celebrare nozze gay nel comune dove sono sindaco, direi che è meglio che si facciano un TSO. Al massimo offro ai gay una banana. O un’insalata di finocchio”. Game, set, match.

E allora non c’è nemmeno da stupirsi più di tanto se un soggetto simile va in tv a dire che i rom sono la feccia della società. Il problema, piuttosto, è che qualcuno ancora continui a invitarlo per cercare la facile polemica, lo scontro da pollaio televisivo. Ma quando il giorno dopo vedi che il suddetto pollaio ha fatto il 3,2% di share, allora ti torna un minimo di speranza. Perché c’è un limite al fondo del barile che si può raschiare in televisione. Un limite che, per convenzione e comodità, propongo di fissare a Daniela Santanchè. Più in basso no, per carità.