Ci sono anche il finanziere renziano Davide Serra e due parlamentari, Pippo Civati (Pd) e lo scomparso Giorgio Stracquadanio (ex radicale, poi Forza Italia-Pdl), tra gli oltre 7mila italiani che compaiono nella lista Falciani, l’elenco di personaggi con oltre 100 miliardi di dollari di depositi in Svizzera trafugato e girato alle autorità fiscali dall’omonimo ex dipendente di Hsbc oltre 5 anni fa. I nuovi nomi sono rivelati da Repubblica, che anticipa i contenuti del prossimo numero de L’Espresso in cui uscirà il reportage sul caso Swiss Leaks, portato alla luce dal network giornalistico internazionale International consortium of investigative journalists.

Serra, che da 18 anni ha la residenza fiscale a Londra dove ha sede il suo fondo di investimento Algebris – di recente al centro di polemiche per presunti acquisti di titoli delle banche popolari nei giorni precedenti il varo da parte del governo Renzi della riforma che ne prevede la trasformazione in spa – ha confermato di essere titolare di un conto presso l’Hsbc “in totale trasparenza e in accordo con il sistema fiscale inglese”.

Civati, interpellato dal settimanale, spiega però di non aver “mai avuto accesso” al conto aperto nella filiale svizzera della banca, di cui è titolare il padre Roberto, ex manager, e che all’epoca in cui è stato “fotografato” nella lista conteneva appena 6.589 dollari. Non solo: l’ex candidato alle primarie del Pd dice di averne appena scoperto l’esistenza. “Solo ora mio padre mi ha spiegato di averlo aperto quando era amministratore e azionista della Redaelli, che aveva fabbriche anche all’estero: c’erano soldi regolarmente dichiarati nei bilanci”. I documenti mostrano per altro che l’unica operazione registrata a nome di Civati è la procura rilasciatagli dal padre quando aveva 25 anni. Quanto ad eventuali reati fiscali, “nel 2011 la Finanza ha sottoposto mio padre a una verifica a cui non è seguita alcuna contestazione“. E “il conto si è estinto nel 2011 per effetto delle spese bancarie, senza che dal 1998 sia stato effettuato alcun versamento o prelievo“.

Quanto alla famiglia Stracquadanio, la sorella, cointestataria con il padre Raffaele del deposito su cui nel 2007 giacevano oltre 10 milioni di dollari, non ha voluto commentare la notizia.