Nel migliore stile “enricostaisereno”, Matteo Renzi ha rapidamente deciso di volgere le spalle a Tsipras e al governo greco. Gli abbracci e le promesse degli scorsi giorni sono rapidamente stati sostituiti da una piena e totale accettazione dei diktat della Banca centrale europea.

Ciò ai greci ovviamente non può fare piacere, anche perché si riaggancia a bruttissimi ricordi. Italiani traditori, schierati con i tedeschi, non sono purtroppo una novità. E in questi giorni ad Atene tornano in auge le memorie della Seconda Guerra mondiale e della Resistenza. Da fronteggiare non ci sono i panzer della Wehrmacht con qualche brigata di fiancheggiatori fascisti intenti a spezzare le reni ai Greci, ma gli inaccettabili diktat della finanza europea. Ma l’atteggiamento di servile subalternità del governo italiano nei confronti dei poteri dominanti è lo stesso ed è evidenzia uno dei peggiori tratti del nostro carattere nazionale.

Eppure dovrebbe essere chiarissima, anche a un governo come quello italiano attuale, la vera portata dello scontro in corso e la sua posta in gioco. Davvero si pensa che la fallimentare linea scelta dall’Unione europea consentirà prima o poi un rilancio dell’economia? Il fardello debitorio che grava su tutti i Paesi europei, e su quelli mediterranei in primo luogo, è assolutamente insostenibile. Esso si è accumulato nel corso degli anni per il convergere delle scelte di classi dominanti intente esclusivamente a conservare a tutti i costi il loro potere e degli interessi della finanza fannullona e parassitaria che domina il mondo.

Per dare respiro alle economie europee, riconquistando un futuro, specie per le giovani generazioni in preda alla disoccupazione, occorre cambiare su entrambi i versanti. Cambiare le classi dominanti, riqualificando la spesa pubblica eliminando gli sprechi dovuti a clientelismo, grandi opere e spese militari spropositate. Respingere i diktat della finanza ristrutturando il debito. Da entrambi i punti di vista risulta importante un’analisi sullaformazione e l’impiego di quest’ultimo. Compito urgentissimo anche qui da noi.

Da entrambi i punti di vista la classe dominante europea non sente ragioni. Per questo la Grecia fa paura, perché dimostra la possibilità di un’alternativa che sia fondata sulla destinazione delle risorse al soddisfacimento delle esigenze sociali e non degli appetiti della finanza e degli altri meccanismi parassitari posti in essere.

Per questo la Grecia deve essere punita in modo esemplare e il governo Tsipras deve rinunciare alle sue prospettive di cambiamento. Che il popolo greco sia esausto e un fallimento della sinistra apra le porte ai nazisti non gliene può fregare di meno, a Merkel, Draghi e soci, gente priva di memoria storica e sensibilità politica, se non per le sorti della finanza.
E’ da una classe dominante occidentale di questo genere che scaturiscono tutti gli attuali fallimenti, compresa l’ascesa dei movimenti terroristici in Africa e Medio Oriente. E Renzi di questa classe dominante fallimentare ed ignorante fa parte a pieno titolo, sia pure nella parte di reggicoda.

Del resto, a mentire il nostro è molto abile. Non solo nei confronti dei greci, appoggiati a parole e scaricati nei fatti a distanza di un paio di giorni. Ma anche nei confronti degli italiani, si vedano le vicende davvero poco edificanti del Jobs Act, con la scandalosa menzogna delle tutele crescenti. O la salvaguardia degli evasori fiscali. O il salvataggio di Riva. O tante altre vicende in cui Renzi si qualifica per quello che è: il garante degli interessi dominanti, interni e internazionali, che hanno portato l’Italia all’attuale situazione insostenibile.
Del resto ogni popolo ha il governo che si merita. Non è un caso che da noi nessuna Syriza e nessun Podemos si affacci all’orizzonte. Meditate, italiani, meditate!