L’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica, costituisce un fatto storico senza precedenti. Si tratta della prima volta che viene riconosciuto come simbolo dell’italianità e massimo rappresentante del Paese un politico che della cultura dell’antimafia ha fatto la sua ragione di vita. Sergio Mattarella è sempre stato percepito dall’opinione pubblica del Paese come il fratello di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia ucciso dalla mafia. Tutto il suo percorso politico, culturale e sociale è stato segnato da questa tragedia umana che ha riguardato un po’ tutti noi italiani.

Il simbolismo nelle scelte politiche ed istituzionali italiane gioca sempre un ruolo evidente solo a lungo termine. Così come l’11 aprile del 2006 Prodi si presentò in conferenza stampa a S. Apostoli con la dichiarazione dell’arresto di Provenzano, l’elezione di Mattarella quale capo dello Stato non lascia dubbi sul fatto che il rigore antimafia è penetrato nelle Istituzioni al massimo livello. Non dimentichiamoci del peso specifico che il processo sulla trattativa Stato-Mafia ha nel Paese. Questo Presidente proprio per la carica simbolica e per la sua biografia, rimette il Paese sull’attenti e con la mano sul cuore mentre ascolta l’inno. Molti stentavano a farlo, proprio per le note vicende riguardanti il processo di Palermo e le ambiguità che avevano riguardato diversi settori istituzionali.

Questo Presidente ci rimette la bandiera sulle spalle e ci porta a dimenticare i ministri che dichiaravano la necessità di convivere con la mafia, i peana sui boss e sull’omertà (Mangano docet), i depistaggi, le strategie dell’attenzione, le politiche influenzate dai malefici pizzini. Mattarella incarna nella sua figura quanto di meglio possiamo esprimere da italiani: l’umiltà, la preparazione, il coraggio. Tutte qualità che avevamo trascurato vivendo una troppo lunga epoca fondata su: arroganza, ignoranza,  viltà. Non a caso le sue prime due parole da Capo dello Stato sono state, difficoltà e speranza.

Ci avrà pensato a lungo il Presidente e sicuramente le ha tirate fuori dal cuore non dalla ragione. Renzi ha saputo fare la cosa giusta, perché al calcolo avrà fatto prevalere la forza simbolica che la personalità di Sergio Mattarella incarna. E’ ovvio che i media mostrino la persona come il rigoroso moroteo, il ministro che eliminò la naia, l’autore del Mattarellum, l’inventore dei moduli nella scuola, ma nel cuore degli italiani egli è e sarà prima di tutto il fratello di Piersanti che ha deciso di intraprendere la strada della politica per rispondere ad un forte ed eterno richiamo: quello dell’affermazione della legalità, della giustizia e della lotta senza se e senza ma alla mafia. In questo modo Renzi ha davvero cambiato verso in un momento davvero delicato del Paese, che ormai da Aosta alla Sicilia è pervaso da un fenomeno di rinascita delle mafie che hanno approfittato della crisi per rinvigorirsi ed espandersi in tutto il Paese.

Con Mattarella Presidente della Repubblica si annuncia, una nuova e rinnovata stagione nella quale, ne siamo certi, prevarranno saggezza e umiltà, ingredienti fondamentali per la nostra democrazia costituzionale tanto violentata in questi ultimi anni. Questo sarà un Presidente dal solo cognome perché per noi Piersanti e Sergio sono sempre stati una cosa sola… da oggi saranno i Fratelli d’Italia.