Sono davanti al pc a cercare qualche canzone da ascoltare e ritrovo dei vecchi album del gruppo musicale italiano di progressive rock “Le Orme” in attività dagli anni ’60. Non li ascoltavo da un po’di tempo, mi ricordo però all’improvviso che c’era una loro canzone che mi piaceva parecchio, non solo per la musica, ma per un testo che trovavo molto divertente e realistico. Una rapida ricerca ai titoli e la memoria mi si riattiva, si trattava di “Amanti di città” contenuta nell’album Smogmagica del 1975. Faccio partire la canzone e subito il testo comincia, proprio come in passato, a farmi sorridere. Eccolo:

Sono io che ti mando sopra i fiori
Nello sforzo ti dimentichi la mia allergia

Sono io che ti sommergo di libri
Per sentire poi il tessuto ritagliato da me

Riesci sempre a sminuire i pensieri gentili che ho per te
Non mi apprezzi mai come merito

Sono io che preparo i cibi indiani
Anche se poi non sopporti l’alito che ho

Sono io che ti regalo sempre ciondoli
Così eviti l’anello che ti legherebbe a me

Se tu almeno una volta azzeccassi il pensiero
Che vorrei io ti apprezzerei come meriti

Ma l’amore ci unisce e noi non ci lasceremo mai
Sarò sempre tuo
Sarò sempre tua

Le parole della canzone sono una magistrale semplificazione della vita di coppia arrivata ad un certo stadio di “rodaggio”, forse un po’ stereotipizzata, ma forse neanche più di tanto. Un lui che si sforza di far contenta in ogni modo la sua lei, la quale però sa vedere oltre l’apparenza e più che sminuire i gesti dell’amante sa loro restituire la giusta cornice di riferimento. Nonostante i battibecchi il tutto finisce con una promessa di legame perpetuo. Questo è l’amore, secondo la canzone,  non credo si allontani molto da quel che accade alle persone alle prese con questo indomabile sentimento che troppe volte fa di noi quel che vuole.

Amarsi in una coppia porta a conoscersi come nessun altro saprebbe fare, per chi resiste alle intemperie dei sentimenti in ogni scontrosità c’è anche una indicibile dolcezza che fa da sfondo allo stare insieme. Chi si sceglie, davanti all’amato o all’amata, un po’ si scioglie e lo sa, solo che non deve darlo a vedere più di tanto. Sono gli amanti che giocano, è l’amore che glielo chiede. Chi ci conosce è solo perché si è preso cura di noi e la ricompensa non può che essere l’aprirsi all’altro senza se e senza ma.

Ed allora ascoltate testo e canzone, nella speranza vi strappino il sorriso che strappano a me.